GPL: costa poco, non è russo-dipendente, è “green”, piace. Eppure…

di Pierluigi Bonora

 

Totale indipendenza dal mercato russo, prezzo più competitivo (sotto 0,80 euro il litro) tra i carburanti anche durante la crisi, le immatricolazioni e la quota di mercato tra le altre fonti segnalano un primato tra quelle alternative, (elettrico compreso), la filiera investe per ridurre drasticamente le emissioni di CO2 ma in Europa si pensa a bloccare la vendita delle auto anche a GPL dal 2035. Nel mese di giugno 2022, un’auto su dieci venduta è alimentata a GPL. In Italia, inoltreIl parco circolante nel 2021 a GPL è di circa 2,8 milioni di veicoli.

 

Attraverso Andrea Arzà, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, l’associazione che rappresenta le imprese italiane della filiera, il mondo del GPL vuole far sentire forte la sua voce, sottolineando anche come Il settore sia già proiettato al futuro visto che si lavora alla decarbonizzazione del GPL con l’obiettivo al 2030 di avere in commercio un prodotto composto per almeno il 40% da componenti bio e rinnovabili.

 

Nel botta e risposta con “forumautomotive – diario”, si parla anche della proposta avanzata da Assogasliquidi che permetterebbe di dare una netta sforbiciata alle emissioni del parco circolante, andando incontro ai tanti automobilisti e famiglie che non si possono permettere un’auto nuova, neanche con gli incentivi. Si tratta di contributi pubblici per la conversione a GPL e gas naturale di auto dall’Euro 4 in su, attualmente alimentate a carburanti tradizionali.

 

Con un investimento complessivo di 50 milioni di euro – più della metà recuperabili attraverso il gettito Iva e i costi dei collaudi – lo Stato in un anno potrebbe consentire la conversione di 120.000 auto, con un’altissima riduzione di CO2 e polveri sottili. La proposta di sostegno al retrofit a gas andrebbe incontro sicuramente alle necessità ed alle scelte dei consumatori, al contrario di quanto sta avvenendo nel dibattito europeo.

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