di Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company (dalla relazione in occasione dell’assemblea del Gruppo Componenti ANFIA)
Se il 2022 è stato un anno davvero sfidante, in termini di complessità, per il settore automotive a livello globale – ha affermato Gianluca Di Loreto – nei primi mesi del 2023 – pur nell’incertezza persistente dello scenario macroeconomico – stiamo assistendo a un allentamento della pressione sui chip, e il picco dei prezzi sembra ormai alle spalle. Rischi di recessione a parte, si assiste quindi a una certa normalizzazione delle catene di fornitura, ma questo non risparmia alla filiera italiana alcune sfide cruciali.
Infatti, molte realtà del Paese stanno avviando un graduale processo di consolidamento – con la maggioranza dei deal che vede coinvolti i componentisti meccanici – ma il panorama italiano rimane ancora molto frammentato per competere fuori dalle nicchie di mercato. Le pressioni sull’automotive Made in Italy non arrivano solo dalle sfide poste dall’arena competitiva globale (con player da decine di miliardi di fatturato), ma anche dalle sempre più pressanti richieste in chiave ESG da parte di tutti gli stakeholder.
Per rimanere competitiva, la filiera italiana sarà chiamata a fare molti passi avanti nei prossimi anni sul fronte della circolarità e delle emissioni di “Scopo 3”, trasformando un bisogno di mercato in una nuova opportunità di differenziazione.