Energia “green” sì: ma senza creare nuova povertà

 

di Paolo Uggé, presidente di Conftrasporto-Confcommercio

 

Il Consiglio dei ministri dell’Unione europea ha scelto di non concedere agli Stati il tempo necessario ad adeguare il proprio sistema energetico. Siamo pienamente d’accordo a individuare percorsi che producano miglioramenti significativi delle emissioni, a salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Occorrono tuttavia tempi e modi adeguati. Dopo la crisi pandemica, peraltro ancora presente, e con un conflitto alle porte dell’Europa, è autolesionistico definire tempi e modalità che non potranno altro che generare, come sostiene anche il professor Tabarelli di Nomisma, maggiore povertà. È questa l’evoluzione che alcuni Paesi dell’Europa ci stanno prospettando?

 

Il ricorso all’energia elettrica può generare effetti benefici, certo, ma non nei trasporti, in particolar modo in quelli pesanti, che sono fondamentali per rendere competitiva l’economia. Nei Paesi come la Germania, in cui si sta sperimentando l’impiego di Tir collegati alla rete elettrica lungo le autostrade, risulta evidente che la fonte energetica dev’essere in qualche modo prodotta.

 

Quindi. nel medio periodo sarà la fonte nucleare, a gas, a carbone, a determinarla e l’Italia dovrà comprare energia, batterie, dipendendo da altri Paesi. È questo il brillante risultato al quale tendere?. Conftrasporto lancia infine un appello al Governo italiano e alle forze politiche che lo sostengono: Siamo per l’energia pulita, ma senza creare nuova povertà. Occorre assumere le iniziative opportune perché il Governo prenda posizioni nell’interesse dei propri cittadini.

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