Ecobonus: non bastano, si metta mano al sistema fiscale

L'auto in Europa: in maggio crolla l'elettrico

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

In maggio sono state immatricolate in Italia 139.581 autovetture con un calo del 6,6% su maggio 2023. Il consuntivo dei primi cinque mesi vede, poi, 726.311 immatricolazioni con una crescita del 3,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma con un calo del 20,3% sullo stesso periodo del 2019. Sui risultati dei primi cinque mesi ed in particolare su quello di maggio ha influito la lunga attesa per l’adozione di incentivi all’acquisto di auto. La piattaforma in cui i concessionari possono prenotare gli incentivi è stata aperta il 3 giugno alle 10 e a metà pomeriggio aveva fatto registrare prenotazioni per il 66,6% dei fondi disponibili per le auto elettriche (emissioni da 0 a 20 grammi di CO2 per chilometro), per il 21,8% dei fondi disponibili per le auto endotermiche con emissioni da 61 a 135 grammi di CO2 per chilometro e soltanto per il 4,2% per le ibride (emissioni da 21 a 60 grammi di CO2 per chilometro).

Stupisce favorevolmente l’alta quota di prenotazioni per le auto elettriche, dovuta sicuramente all’entità degli incentivi, ma auspicabilmente anche a un accresciuto interesse per questo tipo di auto. E stupisce anche la relativa modestia della quota di prenotazioni per le auto endotermiche con emissioni non superiori a 135 grammi al chilometro di CO2, vetture queste per le quali in passato gli stanziamenti per gli incentivi si esaurivano in pochissimo tempo.

Per quanto riguarda l’andamento dei prossimi mesi dall’inchiesta congiunturale mensile sui concessionari condotta dal Centro Studi Promotor emerge che il 48% dei concessionari si attende vendite in aumento, il 39% stabilità e il 13% manifesta pessimismo sulle prospettive a breve. Complessivamente l’effetto degli incentivi potrebbe essere quello di portare sistematicamente in attivo i bilanci mensili delle immatricolazioni nei prossimi mesi del 2024 (nei primi cinque mesi dell’anno si sono registrati cali in marzo e in maggio), ma rispetto alla situazione ante-pandemia resterà ancora da colmare un vuoto considerevole dato che, come si è già detto, il consuntivo dei primi cinque mesi di quest’anno è inferiore del 20,3% rispetto a quello del 2019, cioè rispetto alla situazione ante-crisi.

La mancata sostituzione di molte auto ormai da tempo da rottamare e diventate pericolose per l’ambiente e per la sicurezza della circolazione ha portato ad un forte invecchiamento del parco circolante italiano. Basti pensare che la media annua delle immatricolazioni dal 2019 al 2023 è stata di 1.527.992 contro gli almeno 2 milioni l’anno di nuove immatricolazioni indispensabili per evitare ulteriori invecchiamenti del parco circolante.

Gli incentivi appena adottati non consentiranno certo di raggiungere durevolmente risultati significativi e si pone quindi la necessità di identificare soluzioni strutturali per il ritorno alla normalità nella motorizzazione italiana, come ad esempio una radicale revisione del sistema di tassazione degli autoveicoli. Secondo le stime dell’Anfia nel 2023 il gettito fiscale dell’auto dovrebbe infatti aver toccato i 77 miliardi di euro di cui ben 36 miliardi per le sole imposte sugli acquisti di benzina e gasolio auto.

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