Dopo gli incentivi, il piano pro-filiera

di Pierluigi Bonora (da “il Giornale” del 21 aprile 2022)

 
Il governo si appresta a varare un nuovo provvedimento a favore del settore automotive, questa volta però sul lato dell’offerta. In pratica, i nuovi sostegni dovranno agevolare la riconversione delle imprese verso le nuove tecnologie, un processo che comporta forti investimenti in produzione, formazione, ricerca e sviluppo. La ho anticipato il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un «question time» alla Camera.
 
Questo nuovo Dpcm sarà inoltre finanziato attraverso risorse non impegnate sul fronte degli incentivi all’acquisto (650 milioni nel 2022 e i due anni successivi) per il cui varo si attende l’ok della Corte dei conti e la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale”.

L’annuncio è coinciso con la diffusione dei nuovi dati negativi sulle vendite di auto in Europa: -18,8% in marzo e -10,6% nel primo trimestre. Particolarmente grave la caduta dei 5 maggiori mercati (-20,1%), tra cui l’Italia (-29,7%), che rappresentano il 72% dell’immatricolato. L’assenza di incentivi lo scorso mese ha inoltre penalizzato le vendite di veicoli elettrici e plug-in in Italia (-22,8%), a confermare l’attuale dipendenza di questi segmenti dagli ecobonus. L’intervento di Giorgetti segue di poche ore la richiesta da parte delle associazioni del settore di mantenere alta l’attenzione sui problemi. Guerra, materie prime, caro energia e – per l’Italia – i ritardi sugli incentivi: i principali gruppi ne hanno risentito a marzo. Stellantis ha perso il 30,3%, per Volkswagen -25% e per Renault -12,5%; cresce del 9,8%, invece, Hyundai-Kia.

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