Componentistica ed eco-transizione: ecco le priorità di intervento

di Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti ANFIA

Nella prima metà del 2023, la componentistica realizza una buona performance  in termini di export, in continuità con lo scorso anno. Nel periodo gennaio-giugno 2023, il valore dell’export è risultato in aumento verso tutti  i maggiori Paesi dell’area UE+EFTA+UK, a eccezione di Svizzera (-13%) e Finlandia (-14%). L’indice della produzione della componentistica italiana è invece risultato in  lieve calo (-0,8%) rispetto ai primi sei mesi del 2022.

Si è trattato di un primo semestre che ha visto protrarsi quasi tutti i fattori di  instabilità dell’anno precedente, con il prosieguo della crisi energetica, delle difficoltà  di approvvigionamento e dei rincari delle materie prime – pur essendoci lasciati alle spalle il picco e con un lieve miglioramento nelle forniture di microchip – senza contare  l’instabilità della situazione internazionale legata al perdurante conflitto in Ucraina, l’inflazione in crescita, l’indebolimento dell’economia tedesca e l’impatto delle  strategie di insourcing messe in campo dai principali Costruttori.

Al tempo stesso, sono stati messi alcuni punti fermi nell’evoluzione della normativa  europea sul settore, con il nuovo regolamento sulla riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri approvato a marzo – che decreta, di fatto, lo stop alle vendite  dei veicoli con motore endotermico al 2035, sebbene ancora con alcuni elementi di  incertezza legati all’impiego di e-fuels e biocarburanti.

A livello nazionale, come ANFIA abbiamo quindi cercato di definire le priorità di intervento a supporto della componentistica italiana durante la transizione energetica, al fine di salvaguardarne la competitività e di limitare l’impatto economico e sociale di una tale trasformazione. L’accordo che l’associazione ha sottoscritto con il MIMIT ha l’obiettivo di incrementare fino a 1 milione il volume di autoveicoli leggeri prodotti annualmente in Italia al 2030, di sostenere gli investimenti per la riconversione produttiva delle aziende della componentistica nei nuovi domini tecnologici, di  mantenere e rafforzare i centri di ricerca e innovazione in Italia e di dedicare fondi  specifici alla riqualificazione del personale e alla creazione di nuove figure  professionali.

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