Modellismo auto: esposizione esclusiva a Brescia

Il 5 novembre 2022 dalle 15 alle 18 il Centro Culturale Franzoni Auto Divisione Classic di Brescia, sarà aperto al pubblico per un evento dedicato al modellismo automobilistico.  Dopo il successo della prima edizione 2020 e del grande consenso ricevuto il 13 settembre scorso per il casting di provini veicoli, per il film, in registrazione, di Michael Mann “MM Ferrari”, che ha visto presso il Centro, l’afflusso di ben 70 veicoli, il Centro Culturale, privato, si apre al pubblico per un pomeriggio, a ingresso libero.

 

In programma è un’esposizione di modellini e diorami grazie alla disponibilità di alcuni soci che proporranno alla vista di grandi e piccini alcuni particolari pezzi delle rispettive collezioni: realizzazioni specifiche e uniche nel loro genere. Una grande occasione, inoltre, per visitare anche la Collezione Privata delle Vetture di Interesse Storico della Franzoni Auto Divisione Classic. E anche per iscriversi gratuitamente o rinnovare l’iscrizione al Centro Culturale ed essere, quindi, tra i primi a venire informati e invitati agli eventi in programma nel 2023.

Mobilità elettrica e modello SudTirol: a tu per tu con Harald Reiterer

di Luca Talotta

 

La mobilità elettrica in Italia ha un suo fiore all’occhiello: l’Alto Adige. Una regione, una zona d’Italia che ha davvero inserito la marcia giusta e che mai come adesso ha accelerato in modo deciso verso la conversione energetica. Ne abbiamo parlato con Harald Reiterer, coordinatore di Green Mobility SudTirol/Alto Adige.

Reiterer, ci spiega come è nata questa divisione Green Mobility? 

“È una società in house della regione SudTirol/AltoAdige, siamo nati nel 2012 decidendo di seguire esclusivamente le tematiche relative all’elettrico a livello provinciale”.

Di cosa vi occupate? 

“Di tutto ciò che è sostenibile; mobilità dell’auto, ma anche bicicletta, scooter elettrici e così via. È più il concetto di mobilità sostenibile che ci interessa, con un obiettivo ben chiaro: sensibilizzare le persone e nel contempo implementare le strutture a disposizione”.

E come ottenete tutto questo? 

“Abbiamo sviluppato un concetto a forma piramidale; la base è evitare di creare traffico e avere una chiara pianificazione territoriale e urbanistica. In sintesi, bisogna pensare bene a dove costruire e non spargere su tutto il suolo insediamenti produttivi e abitativi. In secondo luogo abbiamo incentivato il telelavoro; un giorno alla settimana ti aiuta a risparmiare il 20% di spostamenti quotidiani, e abbiamo spronato le persone a prendere i mezzi sostenibili, come il trasporto pubblico che da noi funziona bene e la bicicletta. Terzo step, migliorare il traffico; ci saranno sempre macchine per strada, ma puntiamo a evitare rumore e risparmiare CO2 con la mobilità elettrica. Diciamo che il nostro vantaggio è avere una certa autonomia dal punto di vista legislativo”

E l’elettrico?  

“Stiamo portando avanti diverse aree a riguardo. Una ruota attorno alla sensibilizzazione, perché le persone devono ancora familiarizzare con la mobilità elettrica. E poi lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica; stiamo portando avanti un tavolo di lavoro con chi vende macchine e i produttori di energia; noi siamo una delle poche Province considerate di fatto come una Regione che è riuscita a spendere i soldi previsti per le infrastrutture di ricarica dei bandi nazionali. Abbiamo, con soldi pubblici, creato colonnine di ricarica a corrente alternata, ora stiamo finendo un secondo progetto con colonnine fast di Alpitronic, arriveranno almeno 20 stazioni di ricarica fast che porteranno il totale a 250 stazioni di ricarica pubblica in tutto il Sudtirol”. 

Quanto aiuta il fatto che siate autonomi?  

“Aiuta per la gestione economica; da noi ad esempio c’è una delibera provinciale che ha introdotto contributi locali anche per i venditori di macchine, un contributo di 2.000 euro se attuano uno sconto pari ad almeno lo stesso importo. L’acquirente prende 4mila euro, tra sconto venditore e provincia, poi si aggiungono i contributi nazionali e risparmi fino a quasi 10mila euro”

E l’idrogeno? 

“Abbiamo un centro di produzione e ci sono piani ambiziosi. Cinque autobus a idrogeno circolano da parecchi anni, inoltre abbiamo un centro che noleggia anche macchine ad aziende interessate, con mezzi Hyundai e Toyota; in programmazione c’è l’idea di immettere nuovi autobus a idrogeno ed elettrici, per noi è importante arrivare ad emissioni zero”. 

Fate anche attività nelle scuole? 

C’è una persona dedicata nel nostro organigramma che ha portato avanti interventi nelle scuole e offerto anche corsi per la patente per la mobilità ciclistica, una cosa un po’ particolare che organizziamo insieme ai vigili urbani un po’ in tutti i gradi di istruzione. I giovani sono il futuro e vanno sensibilizzati, ma bisogna agire anche sui genitori, per far crescere il piacere della mobilità sostenibile”.

Mondo ebike: pedalare, conoscersi ed essere anche premiati

di Giuseppe Barlucchi (Area Sport Eventi e Cultura)

Dopo aver provato quasi tutti i tipi di treno regionale per i viaggi con la bici o ebike, perso l’ultimo regionale Veloce non rimaneva che l’Intercity. Dopo una sessantina di km “a giro” per Bibbona e Marina di Castagneto Carducci a scoprire la Tenuta di  Biserno dei marchesi Antinori (sono circa 960.000 metri quadrati  di vigne e boschi), alle 21,30 arrivo  alla Stazione di Cecina. Non me la sento di fare in notturna 100 km per raggiungere la Versilia. Il  video/monitor della deserta stazione dice ore 22,10 Intercity: in 1 ora e 15 sono a casa.

Faccio il biglietto alla macchinetta e nell’attesa mi godo uno spettacolo di ragazzi che si esibiscono sul palco al ritmo della street music proprio dinanzi alla piazza della stazione. Ma sono assai curioso, quasi  in ansia,  di salire sulla carrozza 3 dedicata alle biciclette che ho solo visto in qualche foto online nella promozione “Bici Gratis” di maggio e giugno 2022.

Area assai spaziosa, prese per la ricarica, una vera area per la bici. A questo si aggiunge il posto prenotato in un bel vagone con servizio bar automatico e aria condizionata a palla: qui occorre un po’ di accortezza perchè bene o male si sale sempre un po’ accaldati.

Treno + ebike è un’esperienza da fare. Basta poco, anche 4 minuti fatti con la mia amica Simona che non ci credeva: abbiamo evitato 10 km di Aurelia prendendo il treno a Bolgheri per scendere a Donoratico.  La vita del biker è un po’ più faticosa sui vecchi regionali dove spostare ed appendere una ebike un po’ di energia costa, ma se ti prepari con qualche trucchetto puoi faticare il giusto.

In treno si incontrano sempre di più anche gli amanti della mtbike che bardatissimi utilizzano il treno per raggiungere location dove divertirsi sui saliscendi sterrati. Come usa dire è in atto la  rivoluzione  della mobilità , bello da dire difficile da gestire. Faccio cicloturismo esclusivamente  in ebike attività  che permette a tutti, dai 16 anni agli anta, di provare un percorso e una esperienza in bici.

Ho parlato con bikers olandesi, bikers tutto il giorno in patria loro e mi raccontavano che adesso in Olanda soffrono le lunghe file agli incroci per le troppe biciclette. Italia, stai accorta, gestisci bene questa transizione. Noi siamo modaioli, quindi si passa da un eccesso a un altro.

Forte dei Marmi è divenuto, grazie agli sforzi di tanti, compresi quelli della nostra associazione (Area Sport Eventi e Cultura), comune Ciclabile con quattro faccine gialle sorridenti (smile) attribuite da Fiab, molto simile al sistema premio bandiera blu.  Ci siamo offerti in aiuto all’amministrazione per elaborare il nuovo piano mobilità per coniugare i flussi della mobilità: bici, ebike, ebike super veloci, delivery in ebike, monopattini di tutti i tipi, parcheggi scambiatori proprio per il numero elevato di biciclette e altri mezzi in movimento. 

A Forte è ormai moda  uscire a sera in tenuta anche elegante o in outfit sportivo rigorosamente in bici. Si festeggiano compleanni in gruppo percorrendo la Ciclabile Tirrenica rigorosamente in bici decorate a festa per recarsi ai vari ristoranti o beach club. Il cicloturismo o  turismo lento in ebike comincia a essere un’esperienza obbligata durante un soggiorno vacanziero o festivo per scoprire nuove location o per vedere quanto già conosciuto a velocità ridotta e assaporare  tutto quello che un finestrino di un auto non ti permette di godere.

Americani, olandesi, inglesi, arabi sono stati nostri clienti durante questa ultima estate.  Quasi per tutti un’esperienza nuova. Tv e stampa parlano spesso di cicloturismo, degli incentivi e delle infrastrutture in fase di progettazione, poche in fase di realizzazione. 

“Prendi il tuo tempo” sta diventando un imperativo. Nuovi modi di lavorare stanno prendendo campo. L’ufficio fisico si è trasferito sul “telefonino” sempre più Pc e meno telefono. Quindi, perché non andare a Roma, ipotizzando di partire da Forte dei Marmi, in 4 giorni, dormendo 3 notti in qualche b&b oppure hotel, assaporare le prelibatezze toscane e laziali e arrivare senza stress nella Capitale per un appuntamento di lavoro o altro. Durante le pause puoi connetterti, lavorare, salutare, controllare le email.

Quanto scritto, detto e fatto,  con i bikers presenti  in tour: ogni 2 ore sosta di 10 minuti per fare il check delle email e l’invio di qualche whatsapp, senza stress, solo un pizzico di organizzazione e poi di nuovo a pedalare e ammirare. La ebike permette di allungare i percorsi senza farsi intimorire dalla fatica ,a attenzione alla postura. Il sellino è un po’ il nemico a cui stare attento. La schiena e le spalle, se non abituati, soffrono subito, ma una buona alternanza tra pedalata e brevi soste aiutano, anche quella del semaforo serve a resistere.

Sono “solo” circa 100 km al giorno da distribuire a piacere tra mattino, pomeriggio e sera: 33 km per fascia oraria, circa 1 ora e mezza di buon fitness pedalando in proprio o facendosi aiutare a piacimento dalla batteria. Il quarto giorno, se non prima, sei a Roma!

Se poi aggiungi il treno, le distanze diventano interessanti anche nell’arco della mezza giornata.. Le varie app ti permettono di visitare, intercettare il giusto regionale su cui salire anche come mezzo di fortuna per un calo improvviso delle energie fisiche o quella delle batterie: 10,-15 minuti di treno ti permettono di passare da un panorama a un altro grazie al fantastico territorio Italia.

Non solo turismo e cicloturismo, ma anche delivery in ebike, meglio se “quality delivery” per distinguersi ormai in una babele di app.  Le batterie ti permettono anche di alimentare una borsa termica oppure un vero e proprio forno per il food che non deve arrivare freddo.  Occorre adesso incentivare ancor di più il trasporto sulle cargo bike.

Arrivi silenzioso a destinazione, non ingombri parcheggi e non inquini. Chi pedala comincia ad avere diritti e doveri di un normale lavoratore dipendente. Qualche Comune ha cominciato a incentivare, premiando coloro che lasciano l’auto e prendono la bici per recarsi al lavoro: sono euro 50 mensili, pochi o tanti non so,  ma sono chili e chili di CO2 non emessa.

Google se vuoi “ti mappa” e ti rendiconta quanto km in green hai percorso, tieni di conto di questi crediti verdi, come a scuola.Area Sport Eventi e Cultura” è un’ associazione no profit che promuove l’utilizzo dell’ebike proponendo esperienze in gruppo o singole di brevi percorsi in ebike. 

L’obiettivo è far apprezzare di nuovo il piacere di andare in bici ed apprezzare l’innovazione e “ la spinta” della  ebike. Siamo qui:  www.versiliabiketour.it  e www.orvietobiketour.it. Piccoli, ma cresceremo.

Consegne di ultimo miglio: ecco Yape, droide a guida autonoma

Sono ufficialmente partiti i lavori per la sperimentazione di YAPE in ambiente urbano, nell’ambito di “Sperimentazione Italia”, la sandbox normativa che consente a startup, imprese, università e centri di ricerca di sperimentare progetti innovativi attraverso una deroga temporanea alle norme vigenti. L’autorizzazione alla sperimentazione di YAPE è il risultato della collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, il ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e il Comune di Milano.

 

YAPE, startup nata all’interno di e-Novia – una Modern Factory di Industrial Deep Tech attiva dal 2015 a Milano – si muoverà all’interno di UpTown, il nuovo distretto residenziale high-tech realizzato da EuroMilano SpA nel nuovo quartiere di Cascina Merlata, è un drone di terra a guida autonoma, nato all’interno del Gruppo e-Novia, operante nel settore della logistica e delle consegne di ultimo miglio.

 

Il robot può trasportare, in guida autonoma e in maniera adattiva nello spazio, alimenti e altri prodotti fino a un peso di dieci chilogrammi. Grazie alla rete 5G può aumentare la percezione dell’ambiente circostante. Attraverso un sistema di sensoristica integrato, può inoltre inviare e ricevere informazioni in tempo reale ed essere quindi rintracciabile in ogni momento. Una volta arrivato a destinazione, consente l’apertura del vano contenitore attraverso la scansione di un codice QR.

 

Queste caratteristiche fanno di YAPE il primo partner logistico altamente innovativo per l’erogazione di servizi relativi alla mobilità di merci all’interno delle Smart City e degli edifici intelligenti. Durante la sperimentazione, che si articolerà in due fasi da luglio a dicembre 2022, YAPE si aggirerà “liberamente” in un’area predefinita, seguendo i percorsi autorizzati per rispondere ai requisiti di sicurezza imposti e interagendo con una moltitudine di soggetti in condizioni eterogenee e diffuse, per svolgere i compiti di volta in volta assegnati.

 

Mentre l’ascesa dell’e-commerce continua a causare congestione stradale nei centri urbani a causa dei veicoli di consegna, YAPE è specificamente progettato per rispettare la particolare conformazione delle città italiane ed europee, consentendo un sistema di consegna in piena sicurezza, silenzioso, sostenibile, efficiente e a basso impatto ambientale.

 

“Stiamo lavorando alla costruzione di quell’ecosistema collaborativo e iper-connesso che oggi caratterizza le moderne Smart City”, ha dichiarato Vincenzo Russi, Ceo di e-Novia e Presidente di YAPE, «a cominciare dalla possibilità di offrire veicoli innovativi per la mobilitazione di merci. Progetto che in Italia, ma anche in Europa, deve tenere conto della particolare configurazione delle città, molto diverse, per esempio, da quelle americane. Il nostro drone autonomo è pensato proprio per potersi muovere dai vicoli medievali fino alle complesse topologie delle città italiane ed europee, abilitando una delivery veramente sostenibile. Il via libera alla sua sperimentazione, al quale lavoriamo da molto tempo, rappresenta un grande traguardo nonché un passo avanti verso quel “diritto a innovare” che riguarda tutte le tecnologie sviluppate all’interno di e-Novia”.

 

Con l’applicazione di “Sperimentazione Italia”, il “laboratorio Italia” compie un passo decisivo verso lo sviluppo di un percorso semplificato e rapido, che apre la porta alle sperimentazioni di tecnologie emergenti e di iniziative ad alto valore tecnologico, con l’obiettivo di dare all’Italia un ruolo di leadership nell’innovazione in Europa, con impatti positivi per cittadini, Pubblica Amministrazione e imprese. Un intervento concreto che può contribuire a creare posti di lavoro qualificati nel nostro Paese e a renderlo un centro di attrazione per i giovani talenti.

 

“Cosa rende Smart una città? Secondo noi è la somma di tutti quei servizi e azioni che garantiscono qualità della vita, sicurezza ambientale, velocità ed efficacia della mobilità- ha dichiarato Attilio Di Cunto, Ceo di EuroMilano -. Per fare questo la tecnologia è necessaria ma da sola non basta. Serve una visione di sviluppo che tenga insieme i diversi livelli dell’abitare urbano: la casa, il condominio, il quartiere e quindi la città nel suo insieme. Alla base di tutto è fondamentale essere aperti all’innovazione in tutte le sue forme e disporre di un’infrastruttura digitale all’avanguardia, veloce, affidabile e diffusa capillarmente. Ecco perché fin dal suo progetto UpTown continua a sperimentare nuovi servizi e nuove partnership, quali quelle con Yape del gruppo e-Novia”.

 

 

Startup Talet-e: lo scooter termico diventa elettrico

Un brevetto italiano per la mobilità sostenibile, applicabile sin da subito per la conversione del parco circolante degli scooter a combustione fossile, in elettrico. Nasce con queste premesse Talet-e, una start-up 100% italiana di ideazione, progettazione, ingegnerizzazione e produzione che ha completato il suo “seed round” di finanziamenti nel mese di aprile 2022.

Partendo da un approccio di economia circolare, l’azienda punta a velocizzare la transizione all’elettrico promuovendo così una mobilità urbana molto smart, più efficiente, ecologica e sostenibile. La tecnologia di Talet-e, infatti, non genera rifiuti ma crea nuova utilità: sarà possibile continuare a viaggiare con il proprio scooter ma in modo più green ed economico.

Una vera e propria chiave di volta per muoversi liberamente in città, senza preoccuparsi di ZTL o blocco veicoli.

 

Come funziona

Nel cuore dell’innovazione Talet-e c’è la Piattaforma Elettrica Universale. Una soluzione totalmente nuova, pensata, progettata e ingegnerizzata per essere facilmente installata

in retrofit sui principali modelli di scooter termici oggi in circolazione. Un progetto che rende la conversione alla portata di tutti: concreta e realizzabile sin da subito in modo economico e pratico. L’azienda offre 4 proposte di servizio, 2 per clienti privati e 2 per aziende, enti e istituzioni, per dare una risposta precisa e competitiva alla conversione elettrica.

 

Taler-e Conversion

La soluzione retrofit pratica, economica e sostenibile per trasformare uno scooter termico in elettrico grazie all’acquisto online e a una rete di installatori ufficiali su tutto il territorio.

 

Talet-e Collection

La collezione di scooter elettrici trasformati e ricondizionati direttamente da Talet-e.

 

Talet-e Way
La piattaforma elettrica Talet-e messa totalmente a disposizione di aziende produttrici di scooter che desiderano ampliare la propria produzione con la realizzazione di una nuova linea green.

 

Talet-e Services

La soluzione rapida ed economica per convertire grandi flotte aziendali all’elettrico. Una scelta strategica e responsabile che assicura risparmi di gestione e massima attenzione all’ambiente

 

 

“Aehra: auto elettriche di lusso, ma a modo nostro”

di Luca Talotta

Nel 2025 arriveranno sul mercato le auto elettriche di lusso del marchio Aerha, che avrà in Milano una sede di estrema importanza. Ne abbiamo parlato con il Ceo dell’azienda, Hazim Nada.

Da dove nasce il progetto di Aehra e quando arriverà sul mercato

“Nasce circa tre anni fa qui, a Aero Gravity, a Pero, alle porte di Milano; l’idea di base è stravolgere le forme dei veicoli elettrici. Iniziamo a cambiare l’esterno e da quello arriviamo ad un abitacolo molto diverso. Abbiamo in progettazione dei veicoli, uno sarà classificato come Suv in base alle proporzioni e dimensioni che ha, ma non lo chiamiamo Suv perché crediamo sia un veicolo molto diverso; e poi una berlina molto interessante. Veicoli molto diversi rispetto a quelli in circolazione. Ma non posso dare troppe informazioni”.

Come siete arrivati a progettare questi modelli, queste auto elettriche di lusso?

“Io provengo da un settore molto diverso, quello energetico. Da lì sono sfociato nell’aerodinamica con Aero Gravity. Sono anche pilota e paracadutista con il mio collega Sandro Andreotti. Il progetto Aehra sposa tutte le storie che abbiamo insieme io e Sandro. Il lato energetico mi ha spinto molto in questa transizione che stiamo vivendo, mentre quello automotive è il campo di Sandro, nativo di Modena”.

Sandro Andreotti è di Modena, Aero Gravity sta a Milano e Nada è americano e italiano: progetto cosmopolita…

“Io sono nato negli States, ma sono cresciuto qui, in Italia. Quindi, sono italiano, ho il cuore italiano”.

Milano avrà un ruolo importante all’interno dello vostro sviluppo?

Sì, sul lato ricerca e sviluppo sarà la sede principale, contiamo di portare in Italia, soprattutto a Milano, tutto il know how che pensiamo sia sfuggito all’Italia finora. Quando li avremo? Li abbiamo già, sono in crescita. Tutto il centro stile è a Milano, poi si sposterà qui anche il centro di ingegneria. Milano resterà sul lato automotive il centro di riferimento. Dove siamo? Siamo già presenti in zona Cascina Merlata”.

Quando arriveranno sul mercato il Suv e la berlina?

“Nel 2025”.

In quale fascia di mercato saranno inseriti?

“Saranno in fascia alta, Premium. I nostri sono veicoli da 160/180mila euro. Quindi, veicoli che andranno a riconnettersi con la tradizione di stile e lo standing del lusso italiano. Auto elettriche di lusso”.

Il personale sogno di Hazim Nada?

Vedere un reale contributo alla transizione energetica non solo sul lato veicolare, ma anche sul lato di quello. che chiamo io. densità di energie. Abbiamo un problema oggi ed è che è presente una transizione che prevede di soppiantare la benzina con le batterie. Le batterie sono una soluzione ambientale, ma non la soluzione del problema di base di densità di energia. Per il progresso umano, per l’evoluzione dei nostri fabbisogni vedo la necessità di avere una soluzione che vada oltre il litro di benzina. L’energia che abbiamo attualmente in un litro di benzina è ancora molto più alta rispetto a quella delle batterie. Il nostro sogno è dare al mondo una struttura energetica che vada oltre”.

Auto cinesi si affacciano: la bresciana EMC “hub” di distribuzione

di Luca Talotta

Auto cinesi, ancora. Un altro brand che sbarca in Europa, cercando di ritagliarsi una fetta di quel mercato ormai sempre più frazionato e inflazionato. L’ultima, non in ordine cronologico, è Eurasia Motor Company che a fine 2023 proporrà anche la versione elettrica del Suv Wave 3, presentato presso le Cantine Berlucchi in Franciacorta.

Eurasia Motor Company, con sede a Palazzolo sull’Oglio (Brescia), è la società importatrice per conto di Great Wall Company, azienda cinese che da tempo ha deciso di entrare nel mercato europeo con i suoi prodotti elettrici e non solo, tra i quali anche quelli a marchio Haval e, prossimamente, Coffee 01 e Ora Cat.

Eurasia Motor Company si presenta ora sul mercato europeo come marchio e un suo primo modello, Wave 3, Suv definito “All purpose”, versatile e multifunzionale: «Siamo qui a presentare un marchio esclusivo, EMC, che si lancia sul mercato italiano – le parole di Federico Daffi, amministratore delegato di Eurasia Motor Company -; siamo operativi dal 2005, come importatori dalla Cina; abbiamo già portato in Italia il marchio Great Wall e Haval”.

E aggiunge: “Abbiamo deciso di intraprendere la strada di diventare produttori, con il sogno di poterci espandere in Europa dopo il mercato italiano. L’azienda che produce Wave 3 si chiama Yibin KAIYI, i cui principali azionisti sono lo Stato e Chery Automobile con le sue tecnologie. Essendo nata recentemente, dal punto di vista tecnologico è molto avanzata. In Cina esiste già Wave 3 in versione completamente elettrica, ma per le lungaggini legate all’omologazione abbiamo deciso di introdurre sul mercato italiano quella con motore endotermico. L’obiettivo di vendite, per il momento, è di 1.500 vetture l’anno».

La nuova EMC Wave 3 è un Suv per la famiglia, con cambio manuale e automatico, un computer di bordo, fari Led e l’antifurto, tutto di serie. Il prodotto finito è disponibile a 22mila euro. “Per ora il modello è unico, ma disponibile in due versioni – conclude Daffi – entrambe con un motore 1.5 di cilindrata e impianto GPL realizzato dalla piemontese BRC. La prima ha il cambio manuale, la seconda quello automatico, un motore turbo da 247 cavalli e viene venduta a 24.400 euro. È un’auto familiare, spaziosa nelle dimensioni, che risponde bene alle esigenze di tutti. Sul mercato, oggi, i nostri concorrenti sono Dacia Sandero e DR 5.0». E la versione elettrica? “Sarà sempre sulla piattaforma della Wave 3 e arriverà alla fine dell’anno prossimo; il prezzo? A oggi finita, in Cina, costa circa 22.000 dollari. E’ pensabile che in Europa possa arrivare con un listino tra i 30 e i 35mila euro”.

Davide Valsecchi: “Il futuro della F1 sarà la Formula E”

di Luca Talotta

Dici Davide Valsecchi e subito pensi alla Formula Uno su Sky Sport. Una delle voci giovani e nuove del palinsesto dell’emittente satellitare, da sempre ‘impallinato’ (parole sue…) di motori. L’abbiamo incontrato, cercando di capire da dove nasce questo percorso legato al mondo automotive e qual è la sua visione futura dello stesso.

Davide, com’è nata questa passione?

“Io sono sempre stato in fissa con i motori. Sono un classe 1987, avevo papà e i suoi amici che andavano a girare con i kart e io andavo a vederlo ogni tanto con mia madre. Un giorno mi hanno fatto provare, da lì è nato il mio amore per tutto quello che è un motore, mi piace subito qualsiasi cosa”.

La macchina più strana che ti è mai capitato di guidare?  

«Vivo in collina, ho avuto anche tante macchine scassate. Però, ricordo una macchina che da piccolino mi ha fatto sognare, quando facevamo le sfide sui prati e avevo una Marbella da rottamare. Avevo 13 anni ed è strano, se ci pensi, raccontare questo. Oggi i ragazzi di quell’età vanno e si fumano le canne, sono cambiati i tempi”.

Come stai vivendo il momento del mondo dell’automotive, con questa transizione verso l’elettrico?

“La vivo bene, anche se mi hanno venduto una cosa che non è quella che pensavo. Certo, in pochi anni diventerà tutto elettrico, ma ora? Ora non lo è. Comunque, se non vivi a Milano e ma in collina come me, non hai l’assillo della ricarica e funziona. Ma se vuoi andare al mare ti preoccupi perché se fai 300 km o hai un’elettrica delle più costose, o devi avere fortuna per le ricariche in autostrada. Di colonnine non ce ne sono ancora abbastanza”.


Hai un’auto elettrica?

“Ho una ibrida e ricarico di notte in garage, ma ho la fortuna di avere il garage. Al mattino la mia compagna può fare ciò che deve senza preoccupazioni. Però me l’hanno spacciato come se fosse il futuro. E poi mi rendo conto che cambiare la stazione di servizio dove mi fermo a far benzina per andare al mare in elettrico, non deve essere facile”.

Tu che giri tanto all’estero per lavoro, hai avuto modo di vedere come funziona fuori dall’Italia?

“Ci sono alcune città dove che ci sono tante, tante macchine elettriche. Bellissimo, ma a oggi non prevedo l’utilizzo per trasferimenti lunghi. Magari si inventano qualcosa di rivoluzionario, ma non mi è piaciuto il fatto che ce l’hanno passata come il futuro. Ecco, non siamo ancora organizzati per accogliere il futuro. Se non ammettiamo che ci sono dei problemi pratici…”.


E la Formula E?

“Macchinette che mi piacciono. Anche questo fatto di essere silenziosi lo considero un comfort poco replicabile. Però, ribadisco, abbiamo fatto un po’ troppo in fretta per le infrastrutture che abbiamo, questa è la mia sensazione”.


La futura Formula 1 sarà la Formula E?

“Per ora nel Motorsport tutto quello che è elettrico è di un livello bassissimo. Il futuro? Nel 2035 non si potranno più produrre auto a motore endotermico, quindi sì; il futuro della Formula 1 sarà per forza la Formula E”.

Non pensi ci potranno essere deroghe?

“Ma se noi tutti utilizzeremo macchine elettriche, non capisco perché lo sport, che è la massima espressione dell’automobilismo, debba rimanere alla preistoria con i motori che inquinano. Anche gli aeroplani saranno obbligati a inventarsi qualcosa, a diventare elettrici. Questa è la mia visione del mondo, ma magari una visione sbagliata. Però o tutto o niente, penso”.

Un Birò è per sempre (a Procida come a Milano)

Si chiama Birò, non è come un diamante (vi ho tratti in inganno con il titolo eh?) ma un mezzo di locomozione. Nemmeno tanto bello a vedersi, ma estremamente funzionale. L’abbiamo provato in una location d’eccezione, Procida. Perché proprio lì? Facile, perché Procida è capitale europea della cultura per il 2022 e, quest’anno, ha ideato proprio un nuovo servizio di sharing dei Birò. Ma andiamo con ordine.

Birò a Procida, via allo sharing

Il car sharing di Birò metterà a disposizione dieci mezzi per le strade dell’isola. Sarà il primo passo verso una diffusione più ampia del piccolo veicolo a quattro ruote 100% elettrico in condivisione. Certo, dieci Birò in un’isola come Procida possono sembrare tanti, ma fidatevi che sono anche troppi per le strade che ha l’isola. O meglio, che non ha visto che tra sali e scendi vari abbiamo rischiato l’osso del collo diverse volte. Lui, il Birò, ha comunque fatto il suo dovere.

Birò Share, si comincia da Procida

Di certo si parte da una situazione molto complessa: a Procida il traffico esiste eccome. L’isola, che conta circa 10.000 abitanti, annovera al suo interno 7.500 auto, oltre 3.000 scooter e un numero non meglio identificato di biciclette e veicoli commerciali. Una mole incredibile di mezzi per un lembo di terra minuscolo. Senza dimenticare che il parco circolante è vecchio e dunque inquinante. Risultato: parcheggiare è impossibile, tanto che molte vetture ‘grattano’ i muri delle case.

L’idea imprenditoriale dietro al Birò

L’idea del Birò Share è nata dall’incontro tra Esrtima,a azienda che produce il Birò, e un imprenditore locale di Procida, Nicola Ambrosino, titolare di Green Way. Idea molto semplice: quadriciclo leggero in sharing per le strade di Procida. Un mezzo 100% elettrico, che ingombra come uno scooter di grosse dimensioni (1,03 x 1,74 metri) ma con quattro ruote, applicazione per noleggiarlo semplice da usare e dati tecnici molto basici ma funzionali: Birò raggiunge i 45 o 60 km/h a seconda della versione (cinquantino elettrico o equivalente di un 125 cc), si guida con il patentino a partire dai 13 anni, è disponibile con batteria removibile da 3 kWh o fissa da 5 kWh, l’autonomia è di 100 km.

Spartano, ma funzionale

Certo, se cercate la comodità non rivolgetevi al Birò. La posizione di guida è tutt’altro che ottimale, lo spazio interno è ridotto e le due persone a bordo finiscono inevitabilmente per toccarsi (per gli ometti più furbi potrà sembrare anche un vantaggio nell’approccio verso il gentil sesso, ma fidatevi che così non è). Ma questo, di certo, non ha impedito alle persone di innamorarsi di questo veicolo, che a tutti gli effetti può cambiare la quotidianità. E questo nonostante sospensioni dure, climatizzatore mancante (si apre solo il tetto sopra la propria testa) e uno sterzo poco preciso. Ma viaggia che è un piacere: è divertente, sguscia nel traffico e si può parcheggiare ovunque.

L’impianto fotovoltaico e l’energia rinnovabile

Il progetto prevede di alimentare i Birò in condivisione con un impianto fotovoltaico. Al momento basta un’infrastruttura da 6 kW per ricaricare la piccola flotta di 10 unità, tutte caratterizzate dalla ricarica lenta (1/1,2 kW). Chiaro che, in futuro, se si dovesse esportare questo sistema anche in altre città o altri borghi, l’ideale sarebbe munirsi sempre di un impianto per la produzione di energia rinnovabile. Anche perché il resto è già tutto pronto: l’app è fatta bene, la procedura è guidata in tutti i passaggi ed è estremamente semplice da usare. Il sistema, ovviamente, è il classico noleggio senza chiavi.

Martin Pos: l’uomo dei seggiolini auto si racconta

di Luca Talotta

Lo vedi arrivare, vestito con la sua t-shirt nera abbinata a pantaloni e scarpe del medesimo colore«E uso sempre la stessa», ammette sorridendo. Verrebbe da pensare che, forse, c’è anche da crederci, visto che spesso genio e sregolatezza vanno di pari passo. Ma no, Martin Pos è tutto fuorché una persona che non cura i dettagli. Anzi, verrebbe da dire e pensare che sia diametralmente l’opposto, perché se fondi un’azienda come Cybex e in dieci anni la rendi la numero uno nel suo settore, quello dei seggiolini per auto, vuol dire che non improvvisi ma studi. E ti applichi.

 

Martin, ci racconta quando è nata l’idea di Cybex?

«Nel 2005, da un’esigenza personale. Lavoravo in un’altra azienda ma non ero felice e grazie anche a mia moglie ho iniziato la mia avventura personale. I risultati le hanno dato ragione».

 

Cybex ora sbarca anche a Milano con un suo hub creativo: ci spiega di cosa si tratta?

«Abbiamo deciso di aprire il nuovo Creative Hub in Via Stendhal 36, nel cuore del vivace Design District. Un loft di design posizionato nell’ex fabbrica Riva Calzoni originariamente costruita nel 1884. E questo perché le migliori persone del fashion e del lifestyle sono a Milano; era più facile che venissimo noi qui piuttosto che convincere loro a trasferirsi in Germania».

 

Ma a cosa servirà questo Creative Hub? 

«Non sarà uno show room tradizionale, ma uno spazio dove fare comunicazione, Pr e dare spazio alla creatività. Non sarà uno spazio di ricerca talenti, ma sarà più orientato verso la nostra immagine, dare spazio alle nostre attività. Poi se arriveranno anche dei creativi, saranno logicamente ben accetti».

 

Da Bayreuth, vostro quartier generale in Germania, a Milano: un bel salto direi.

«Decisamente. Ma Cybex è sempre stata ispirata da Milano. Già 20 anni fa, al Salone del Mobile, ebbi la consapevolezza che questa città poteva darci tanto. E poi Corso Como, Franca e Carlo Sozzani e così via. Culturalmente Milano è la casa di Cybex».

 

Un Hub che fungerà da spazio per tutti i tipi di creativi, insomma…

«Esatto. I migliori talenti nel fashion e nel design sono qui, la speranza è di coinvolgerli in un’industria come la nostra, dove non verrebbero. E portare il nostro brand ad un livello successivo, con partnership di prestigio. È un ecosistema unico; e poi Cybex è nel suo segmento di vendite la Dolce Vita, proprio come Milano».