Case auto: soldi pubblici per alzare i prezzi

di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility (l’articolo completo su “il Giornale” del5/6/2022)

Il governo nel 2021 ha speso oltre un miliardo dei contribuenti, calmierando solo in minima parte la corsa impazzita dei prezzi delle auto, dopo averne già buttati 600 milioni l’anno prima sortendo lo stesso effetto assai marginale. Dall’analisi delMercato a Valore diffusa dal Centro Studi Fleet&Mobility grazie a Dataforce GmbH, Mapfre e Texa,  emerge più una di tela di Penelope, con i costruttori di giorno a stracciarsi le vesti per gli incentivi e di notte ad aumentare i listini e tagliare gli sconti.
 
Nel 2021 il prezzo medio netto di un’auto nuova è passato da 22.400 a 24.300 euro, che sarebbero stati 25.400 senza un miliardo e cinquanta milioni di incentivi. Giochetto fatto già l’anno prima: nel 2019 il valore medio netto era 21mila euro, salito nel 2020, sì durante la pandemia, a 22.400 euro, che senza incentivi sarebbero stati 22.800 euro.

Vendere di meno guadagnando di più. Immatricolare quelle a basse emissioni che però costano di più e serve l’amico Stato, che tira fuori i soldi degli incentivi per evitare ai costruttori di tirar fuori i loro per pagare le multe. Infine, l’industria europea che lascia la fascia di mercato che spende meno all’usato o alle Case cinesi.

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