Carburanti “green”: da promuovere oltre il 2035

di Massimo Artusi, vicepresidente e delegato Trucks&Van di Federauto

 

L’apertura all’inclusione dei carburanti rinnovabili tra quelli ammessi oltre il “phase-out” al 2035 di Diesel e benzina per i veicoli commerciali leggeri da parte del Consiglio UE rappresenta un passaggio nella giusta direzione per una transizione ecologica dei trasporti razionalmente sostenibile. La neutralità climatica è determinata non tanto dalla tipologia tecnologica dei powertrain, quanto dalla fonte energetica dei carburanti che li alimentano.

 

È molto positivo che il ministro Roberto Cingolani abbia veicolato questo principio di fondo nel tavolo del Consiglio UE. Si tratta di dare una prospettiva di crescita e diffusione alle tecnologie “carbon neutral”, alcune delle quali sono già oggi disponibili a costi sostenibili, come il Biometano e l’HVO, che possono svolgere – insieme all’idrogeno blu e verde – un ruolo determinante per la decarbonizzazione del comparto, in particolare dei veicoli industriali.

 

L’aspettativa di tutti gli operatori del settore trasporti è ora quella di chiudere il pacchetto “Fit for 55” con scadenze, programmi e prospettive più credibili rispetto al testo approvato inizialmente dalla Commissione UE, tenendo conto di tutte le opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica per propulsioni alimentate da carburanti rinnovabili, realmente a zero emissioni di CO2.

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