Biocarburanti sostenibili: ok la dichiarazione congiunta dei ministri dell’Ambiente al G7

Biocarburanti sostenibili: ok la dichiarazione congiunta dei ministri dell'Ambiente al G7

di Gianni Murano, presidente di UNEM

 

Si è tenuto a Torino il “Forum internazionale sui biocarburanti sostenibili” promosso dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nell’ambito delle iniziative legate alla“Planet Week” che hanno accompagnato il “G7 Clima, Energia e Ambiente” presieduto dall’Italia. L’evento ha visto il coinvolgimento dei ministri dei Paesi membri ospiti del G7 e della Presidenza brasiliana del G20, nonché dei principali stakeholder pubblici e privati attivi nel settore dei biocarburanti, tra cui FuelsEurope.

 

Nell’occasione UNEM, in rappresentanza delle aziende associate, ha sottoscritto una “Dichiarazione congiunta” ai ministri Ambiente del G7, coordinata dal Clean Energy Biofuture Campaign e dal Politecnico di Torino, volta a sottolineare il ruolo dei biocarburanti sostenibili per la decarbonizzazione di tutte le forme di trasporto – aereo, marittimo e stradale – promuovendo al contempo la sostenibilità ambientale, sociale e la creazione di una value chain locale.

 

Un’iniziativa ampiamente condivisa anche dai Paesi extra-UE che sottolinea le potenzialità dei biocarburanti per lo sviluppo di combustibili carbon neutral in linea con gli impegni di “transition away” dai combustibili fossili assunti durante l’ultima COP28. Il nostro Paese è sicuramente all’avanguardia in questo campo e abbiamo la tecnologia per essere leader globali.

 

È perciò essenziale che i biocarburanti siano riconosciuti a livello europeo e soprattutto che si riveda il phase-out dei motori endotermici dal 2035, che possono continuare ad essere alimentati con low carbon fuels con una riduzione delle emissioni di CO2 dal 60 all’80% rispetto ai carburanti fossili.

 

Altrettanto essenziale è che si cominci a considerare le emissioni di CO2 lungo il ciclo di vita anziché solo allo scarico. Secondo le nostre stime, i biocarburanti possono arrivare a 5 milioni di tonnellate nel 2030, sostituendo quindi circa il 15% dei combustibili fossili che continueranno a ridursi anche per lo sviluppo di motorizzazioni sempre più efficienti, come è l’ibrido.

 

Insomma, se si vuole decarbonizzare davvero, con sano pragmatismo, si possono sviluppare percorsi virtuosi che siano sostenibili da un punto di vista non solo ambientale ma anche sociale ed economico, e ciò richiede necessariamente un approccio inclusivo da parte dei Governi verso i biocarburanti e una disciplina che promuova gli investimenti produttivi e non limiti gli usi finali di tali prodotti. E la firma della “Dichiarazione congiunta” è un passo importante in questa direzione.

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