Auto elettriche: perché insistere se il mercato non le vuole?

Auto elettriche: perché insistere se il mercato non le vuole?

di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility

 

Da tempo le Case auto esternano perplessità sulle auto elettriche. La domanda è inferiore alle aspettative e allora chiudono impianti, rimandano investimenti e chiedono alla politica di ripensare lo stop al 2035. Eppure la loro comunicazione al pubblico conferma la fede piena in una mobilità diffusamente elettrica, senza spazio per altre opzioni. Perché?

Una recentissima indagine di AgitaLab ha svelato alcuni interessanti opinioni degli addetti ai lavori. Per metà dei 239 rispondenti (erano possibili due risposte) il problema sta negli investimenti che i costruttori hanno già fatto e dai quali è molto oneroso tornare indietro, poiché significherebbe ammettere nei bilanci che l’atteso ritorno non ci sarà.

Un’altra metà indica, più concretamente, la necessità di piazzare comunque un certo numero di vetture alla spina, al fine di tenere il mix di vendite entro i limiti dei 95 gr/km di CO2 e scongiurare le multe della Commissione europea, che non esita a colpire l’industria – e quella dell’auto più delle altre – nonostante la congiuntura negativa in cui versa. Non trascurabile pure quel 20% secondo cui la narrazione è “forzata” dagli analisti finanziari che giudicano il titolo e il debito in base alle politiche green.

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