Auto elettriche -27%: perché accade e l’avanzata cinese

di Laura Gobbini, Project Manager & Data Analyst di Dataforce Italia e Salvatore Saladino,  Country Manager di Dataforce Italia

 

Non è stata la mancanza di incentivi, come da più parti paventato, a frenare le immatricolazioni di auto elettriche (-27% nel 2022). È piuttosto la mancanza di interesse da parte dei clienti, che non sono nemmeno invogliati a noleggiarle. Perché non ci sono neanche i canoni vantaggiosi ad attirare, visto che i noleggiatori stanno facendo fatica a rivendere le poche elettriche già rientrate (che, nel frattempo, sono diventate tecnologicamente obsolete, molto più vecchie di un Diesel o di un benzina di pari età) e quindi stanno abbassando vertiginosamente i valori residui.

Tutto ciò, combinato alla tracotanza delle Case che pensano di poter tenere i prezzi così alti e gli sconti così bassi per molto tempo ancora, sta creando la miscela perfetta per l’implosione definitiva.

Implosione che sarà evitata grazie all’offerta cinese che conquisterà nei prossimi anni una fetta di mercato che le Case europee non vogliono più. Vai a vedere che ringrazieremo anche la Cina di evitare il collasso della filiera automobilistica europea, perché già adesso di cinese dentro le architetture delle auto con marchi europei c’è molto più di quello che si immagini.

E sui prezzi che non scendono, al contrario della parabola cinese, dove l’elettrico è partito più caro del termico per arrivare adesso a un prezzo del 33% inferiore al termico, in Europa vivremo la parabola dove i prezzi del termico cresceranno fino a superare quelli dell’elettrico, in una spirale di speculazione che sembra non aver fine.

Recommended Posts