Auto del futuro con chassis regolabile: dobbiamo averne paura?

di Luca Talotta

Se è vero che spesso le novità sono la principale causa di paure nelle persone, convinte che restare nel proprio agio sia la cosa migliore, è altrettanto vero che senza queste difficilmente il mondo potrebbe andare avanti. Personalmente ho avuto il piacere di guidare il City Transformer, un’auto compatta con un’innovativa caratteristica: uno chassis regolabile in larghezza. Questo veicolo è stato sviluppato in Israele da una startup omonima. La storia del City Transformer inizia nel 2013, quando l’idea è stata concepita da Asaf Formoza, fondatore dell’azienda.

 

L’obiettivo principale del City Transformer è offrire una soluzione di mobilità urbana efficiente, che consenta di affrontare meglio le sfide del traffico e della mancanza di spazio per il parcheggio nelle città congestionate. Fin qui tutto normale, ma la domanda che ci si deve porre è un’altra: in qualità di automobilisti, ma anche di pedoni, dovremmo avere paura di auto che modificano la propria dimensione?

 

Perché la caratteristica distintiva del veicolo è proprio questa, la capacità di modificare la lsua arghezza. Grazie a un sistema di estensione dell’asse, l’auto può passare da una configurazione più ampia per la guida su strada, di 1,5 metri, a una configurazione più stretta per il parcheggio, riducendo lo spazio occupato a un solo metro.

 

Il City Transformer, progettato per essere completamente elettrico e rispettoso dell’ambiente, può ospitare due persone, con un design compatto e agile che consente una facile manovrabilità nelle strade urbane. Ma riuscirà la forma particolare e il design curato a far passare in secondo piano l’eventuale paura delle persone a fronteggiare un mezzo che cambia la sua forma mentre è in movimento, quasi come un’automobile di un film di fantascienza?

 

La startup ha sviluppato diversi prototipi nel corso degli anni e ha lavorato per ottimizzare il design e l’efficienza del veicolo. L’obiettivo finale del City Transformer è quello di rendere la mobilità urbana più sostenibile, riducendo la congestione stradale e migliorando l’accessibilità alle città. E magari far passare molte paure ad automobilisti e pedoni.

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