Auto come smartphone: il paragone non regge

Immatricolazioni di auto per uso noleggio: un 2023 record, oltre 14 miliardi di euro

di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility

Spesso sentiamo questa affermazione, corredata dalla recente storia di Nokia e iPhone, la prima che non ha visto arrivare la nuova generazione, che offriva un device per comunicare dati, non voce. Grande impatto mediatico: ci si ferma, non si ragiona più e si conclude che sì, chi non si sbriga a trasformare quello stupido oggetto marciante in un concentrato di software digitale sarà spazzato via.

Ma il paragone regge davvero? Mettiamo pure che l’auto diventi uno smartphone su ruote. Ma poi quando quelle ruote si muovono, che succede? Se in curva a 90 km/h trova un ostacolo, quel telefonino non dovrà comunque evitarlo (col pilota umano o automatico)? Oppure si resterà a comunicare mentre arriva il crash, come chi danzava sul Titanic?

Un oggetto in movimento deve rispondere alle leggi della dinamica, non della comunicazione. Siamo sicuri che non servano più la progettazione e la costruzione della meccanica? L’integrazione con la tecnologia digitale non dovrebbe aiutare a far funzionare meglio la meccanica, oltre che a comunicare?

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