Mobilità, integrazione e libertà: Malagoli abbatte un altro limite

Mobilità, integrazione e libertà: Malagoli abbatte un altro limite

Foto: Emiliano Malagoli con il camion del Consorzio Autoscuole Lucchesi

Grazie alla sua intraprendenza, l’inarrestabile Emiliano Malagoli ha raggiunto un altro importante traguardo, potrà guidare autobus e camion senza particolari adattamenti. Emiliano Malagoli lo conosciamo per le sue imprese sportive e per le attività che porta avanti per l’associazione Diversamente Disabili, di cui è fondatore e presidente.

In particolare, contro tutto e tutti, in questi anni si è battuto perché ragazzi con disabilità potessero tornare in moto e conseguire la patente AS grazie a dei corsi specifici e all’utilizzo di moto omologate messe a disposizione. Forse non tutti lo sanno, ma prima di avere l’incidente e subire l’amputazione della gamba destra, Emiliano lavorava nella sua ditta come conducente di autobus da turismo. 

Da qualche anno ha ripreso entrambe le patenti CS e DS, ovvero quelle per camion e autobus, ma con l’obbligo di spostamento dell’acceleratore da utilizzare con il piede sinistro e l’utilizzo di cambio automatico. Una situazione necessaria per le sue condizioni fisiche, ma comunque non particolarmente comoda.

Proprio per semplificare questa condizione, Emiliano ha tirato fuori ancora una volta tutta la sua pragmaticità e lungimiranza che hanno portato a un ribaltamento positivo e inaspettato della condizione. Grazie alla collaborazione del centro Protesi Inal di Budrio, che ha preparato una protesi ad hoc seguita da una prova al simulatore, ha potuto presentarsi davanti alla Commissione Medica di Lucca ed effettuare le prove di guida di autobus e camion, dimostrando di poter accelerare con la protesi senza bisogno di ulteriori modifiche ai mezzi.

Il suo non è solo un traguardo individuale, ma è un vero apripista per tutti quei disabili che ogni giorno incontrano numerosi limiti e restrizioni per la guida. Grazie a questa decisione, infatti, gli stessi potranno guidare autobus, camion e auto purché con il cambio automatico. Una notizia che potrebbe davvero far fare passi da gigante in ambito di integrazione sociale e indipendenza, basti pensare che molte persone con la stessa disabilità di Emiliano non possono trovare auto a noleggio con lo spostamento dei pedali, mentre con questa soluzione basta una qualsiasi auto con cambio automatico potendo utilizzare la protesi per accelerare.

Impossibile contenere la soddisfazione per Emiliano: ”Sono molto felice che il mio percorso possa essere un’apripista per coloro che vogliono ottenere patenti superiori. Questo è un ulteriore passo verso l’integrazione e, di passi, me ne intendo. Questa decisione permetterà di includere in ambito lavorativo persone con disabilità e consentirà loro di guidare auto, autobus e camion senza doverli modificare. Rappresenta, rispetto al passato, un’agevolazione burocratica ed economica non di poco conto. Ringrazio il Centro Protesi Inail di Budrio, l’Inail e la Motorizzazione di Lucca per avermi accompagnato in questo traguardo che sarà di aiuto ad altre persone sia dal punto di vista lavorativo, sia per la mobilità ordinaria”.

L’auto in Europa: in maggio crolla l’elettrico

L'auto in Europa: in maggio crolla l'elettrico

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

Debole in maggio il mercato dell’auto in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK). Nel mese le immatricolazioni di autovetture sono state 1.092.901 con un calo del 2,6% su maggio 2023 e con un calo di ben il 24,3% sull’ultimo mese di maggio ante-crisi, che è quello del 2019. Non particolarmente soddisfacente neppure il risultato dei primi cinque mesi dell’anno. Le immatricolazioni sono state 5.569.024 con una crescita contenuta nel 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2023 e con un calo del 19,7% sullo stesso periodo del 2019.

L’andamento negativo di maggio è dovuto in misura considerevole a una frenata delle immatricolazioni di auto elettriche che hanno fatto registrare nel mese un calo del 10,8% rispetto allo stesso periodo del 2023 con veri e propri crolli in alcuni mercati importanti come quello della Germania (-30,6%) e dell’Italia (-18,3%) e con una contrazione della quota delle vendite di elettriche pure, che è passata dal 15,2% del 2023 al 13,9%. Questa frenata delle elettriche è dovuta soprattutto al venir meno degli incentivi in alcuni grandi Paesi e per quanto riguarda l’Italia dovrebbe quantomeno attenuarsi proprio perché, come è noto, lo stanziamento per gli incentivi per le elettriche disponibile sulla piattaforma del Ministero competente dal 3 giugno, è stato “bruciato” integralmente già il 3 giugno.

Mentre è ancora viva la polemica sull’opportunità di adottare pesanti dazi per le importazioni di auto dalla Cina, da più parti si sollecita una ridefinizione della politica della UE per quanto riguarda la transizione energetica nell’auto e ciò anche in considerazione del fatto che in alcuni mercati importanti, come quello del Regno Unito, si segnala che l’acquisto di auto elettriche è ancora trainato soprattutto dal settore delle flotte, che adottano l’elettrico non solo per sensibilità alle tematiche dell’ambiente, ma anche, e soprattutto, per questioni di immagine, questioni di immagine che interessano molto meno i privati.

Per quanto riguarda la Germania, dove gli acquisti di auto elettriche, come sopra si segnalava, hanno fatto registrare un drastico calo, Reinhard Zirpel, presidente dell’associazione tedesca dei costruttori di autoveicoli, segnala che “il crollo a maggio delle immatricolazioni dei veicoli completamente elettrici è massiccio” e che “sono ora necessari piani politici e contromisure per ripristinare la fiducia dei consumatori sulla mobilità elettrica”.

Queste considerazioni valgono anche per l’Italia che nella graduatoria per la diffusione di auto elettriche non è all’ultimo posto nell’Europa Occidentale, ma poco ci manca in quanto la quota delle elettriche in maggio è pari al 3,6% contro il 4,1% del maggio 2023 e contro il 13,9% dell’intera Europa Occidentale.

Bosch e l’Italia: prodotti e servizi hi-tech, ma resta il nodo Bari

Bosch e l'Italia: prodotti e servizi hi-tech, ma resta il nodo Bari

Bosch, azienda leader di tecnologie e servizi, nel 2023 ha conseguito in Italia un fatturato di 2,6 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,8% circa rispetto all’anno precedente. In Italia, il Gruppo Bosch è attivo con 19 società, di cui 3 centri di ricerca, con un organico di oltre 5.600 collaboratori, al 31 dicembre 2023. Il Gruppo Bosch in Italia ha registrato una performance stabile nel 2023.

Stiamo intensificando la proposta di prodotti e servizi ad elevato contenuto tecnologico con un’ampia selezione di soluzioni connesse per cogliere, anche se in un contesto difficile, tutte le opportunità di crescita”, ha dichiarato Renato Lastaria, General Manager del Gruppo Bosch in Italia. Nel 2024 l’azienda attende un’ulteriore moderata crescita complessiva, ma il contesto rimane sfidante, molto dipenderà dall’andamento dell’economia globale e dalla complessa situazione geopolitica.

Grazie alla nostra diversificazione di business siamo in grado di bilanciare le debolezze di alcuni mercati”, ha concluso Lastaria, qui nel video mentre fa il punto sullo stabilimento di Modugno (Bari) il cui futuro appare sempre più incerto.

Foto ufficio stampa Bosch

Italmoto: mobilità elettrica e sostenibile sempre più Made in Italy

Italmoto: mobilità elettrica e sostenibile sempre più Made in Italy

di Luca Talotta

Italmoto, marchio storico nato nel 1952 nella Motor Valley di Bologna, è stato testimone e protagonista dell’evoluzione motociclistica italiana. Dopo vari cambi di proprietà e un periodo di inattività, il marchio è stato rilanciato grazie all’impegno di un gruppo di imprenditori italiani, con l’obiettivo di promuovere una mobilità sostenibile. Acquisito nel 1957 da Maserati, Italmoto ha brillato nelle competizioni fino al 1963, quando Maserati decise di cessare la produzione di motociclette.

 

Italmoto, risveglio nel nuovo Millennio

Nel 2011, Gabriele Carbucicchio e Carmine Di Nuzzo hanno acquisito Italmoto, rivitalizzando il marchio con un focus su innovazione e sostenibilità. Nel 2014, i primi modelli della nuova era sono stati presentati all’EICMA, segnando il ritorno ufficiale di Italmoto sul mercato. Nel 2019, l’entrata in scena di Mariano Negri e la fondazione di Motocicli Italiani srl hanno segnato un ulteriore passo verso la specializzazione in veicoli elettrici a due ruote.

 

Innovazione e tecnologia nel design

Italmoto si distingue per l’investimento in tecnologia e design, puntando a diventare un polo di riferimento nella produzione di e-bike e veicoli elettrici. La sede di San Nicola La Strada (Caserta) è diventata il cuore della produzione, dove ogni fase, dalla fabbricazione dei telai all’assemblaggio finale, è curata internamente per garantire un prodotto autenticamente italiano.

 

Trionfale: un modello di successo

L’e-bike Trionfale, introdotta all’EICMA 2023, rappresenta l’eccellenza di Italmoto in termini di design e prestazioni, con un chiaro richiamo allo stile motociclistico degli anni ’50. Questo modello, già candidato per il Compasso d’Oro 2024, simboleggia l’impegno del marchio nel combinare estetica retrò e tecnologia moderna.

 

Strategia di mercato orientata all’ecologia

Italmoto mira a un pubblico ecologicamente consapevole, offrendo prodotti che facilitano una mobilità urbana sostenibile. Con una rete di vendita che include sia concessionari fisici che una piattaforma e-commerce, Italmoto si impegna a rendere i suoi veicoli accessibili a un vasto pubblico, promuovendo al contempo una filosofia di mobilità responsabile.

 

 

 

Uber e itTaxi: accelerata sulla mobilità sostenibile

Uber e itTaxi: accelerata sulla mobilità sostenibile

A due anni dalla firma di un accordo, definito “storico”, di collaborazione tra Uber e il consorzio itTaxi, prosegue la partnership che prevede importanti novità sul fronte della sostenibilità e dell’elettrificazione delle vetture taxi, in questo caso con il radiotaxi più grande di Roma, il 3570, il radiotaxi 6969 a Milano e radiotaxi La Partenope di Napoli.

 

Grazie a una serie di incentivi forniti da Uber Italia, i taxi dei radiotaxi di Roma, Milano e Napoli aderenti al consorzio itTaxi possono accedere a condizioni particolarmente favorevoli per l’acquisto e il leasing di vetture a emissioni zero. Diversi modelli di vetture elettriche disponibili, chilometraggio illimitato consono alle necessità tipiche dei taxi, condizioni di pagamento vantaggiose e ulteriori incentivi fanno parte del pacchetto studiato appositamente da Uber, itTaxi e Tesla.

 

Inoltre, Uber e itTaxi, mettono a disposizione dei taxi del radiotaxi 3570 una fornitura di colonnine di ricarica di veicoli elettrici: si parte dalla sede del radiotaxi 3570 con l’obiettivo di estendere in futuro la fornitura anche nelle piazzole di sosta taxi della Capitale.

 

“Il nostro obiettivo è diventare una app a emissioni zero entro il 2030 in Europa e per raggiungerlo dobbiamo impegnarci a creare le migliori condizioni che favoriscano il passaggio all’elettrico per tutti gli autisti che lavorano con la nostra app”, ha commentato Lorenzo Pireddu, general manager di Uber Italia. “Iniziamo con i radio taxi di Roma, Milano e Napoli e contiamo di estendere le partnership e relativi incentivi anche ai taxi delle altre cooperative e radiotaxi del consorzio it Taxi con cui collaboriamo in tutto il Paese”.

 

“Il consorzio itTaxi non rappresenta soltanto una app, ma una piattaforma in continua evoluzione, che cresce e si adatta in base alle esigenze della nostra comunità – ha dichiarato Loreno Bittarelli, presidente del consorzio itTaxi e della cooperativa 3570 –. La nostra tecnologia è da sempre all’avanguardia: per questo siamo molto orgogliosi di annunciare questo accordo che, a due anni esatti dall’inizio della collaborazione tra Uber e la nostra piattaforma, permetterà ai taxi di Roma, Milano e Napoli di svecchiare la flotta e, al contempo, rispettare l’ambiente. Stiamo già lavorando affinché la partnership si estenda ai radiotaxi di molti altri Comuni italiani.”

 

La partnership tra Uber e il consorzio itTaxi, siglata nel maggio 2022, è attiva in 10 città italiane: Milano, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari, Olbia, Venezia, Vicenza, Padova e Trieste.

L’auto in Italia: far partire il piano di politica industriale

L'auto in Italia: far partire il piano di politica industriale

di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA

 

A maggio 2024, il mercato europeo dell’auto, dopo la ripresa di aprile (+12%), inverte la tendenza e registra una flessione, seppure contenuta, -2,6%. Nel quinto mese dell’anno, guardando ai cinque major market (incluso UK), rallentano Italia (-6,6%), Germania (-4,3%) e Francia (-2,9%), mentre si mantengono positivi Spagna (+3,4%) e Regno Unito (+1%).


A maggio, la quota di penetrazione delle vetture elettriche pure (BEV), pari al 13,9%, supera nuovamente la quota delle vetture diesel (11,6%), come nel mese precedente. In Italia, invece, l’immatricolato diesel pesa per il 14,4% delle vendite nel mese, contro l’appena 3,6% delle BEV (in miglioramento rispetto al 2,4% di aprile).

 

Nel nostro Paese, l’entrata in vigore, dal 3 giugno scorso, del nuovo ecobonus, il cui impatto effettivo sarà misurabile nei prossimi mesi, ha già portato ad un rapido esaurimento dei fondi per l’acquisto delle auto nella fascia 0-20 g/km di CO2 e dei veicoli commerciali elettrici. Per quanto riguarda l’Italia, in questo momento si evidenzia la necessità di mettere a
terra, insieme al ministero delle Imprese e del Made in Italy, le proposte di politica industriale emerse dai lavori del Tavolo Sviluppo Automotive per accrescere la competitività sia dei produttori di autoveicoli, sia della componentistica.

 

Tra le misure prioritarie, quelle volte a favorire un incremento dei volumi produttivi annuali di autoveicoli e un fattivo coinvolgimento della componentistica in questo processo di rilancio della produzione.

Incentivi dopo il “boom” elettrico: vetture a benzina e ibride le più desiderate

Incentivi dopo il "boom" elettrico: vetture a benzina e ibride le più desiderate

Terminati in pochissimo tempo gli oltre 200 milioni di euro degli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, adesso l’attenzione si sta concentrando sui fondi dedicati alle altre vetture a emissioni ridotte (ibride, benzina, diesel, ecc.) e sull’usato. Secondo l’analisi di AutoScout24, il principale portale di annunci auto in Italia e in Europa, su queste alimentazioni c’è un alto interesse da parte degli italiani, ma rispetto all’elettrico ci vuole più tempo.

 

Ben il 76% di chi ha intenzione di acquistare una vettura nuova o usata utilizzando gli incentivi, infatti, opterà per una vettura benzina (34%), Diesel (21%) o ibrida (21%), mentre l’elettrico, che ha già terminato i fondi, è al 12%. Una fotografia che dimostra come questi “aiuti” siano fondamentali per lo sviluppo del settore e per il rinnovo del parco auto circolante: senza i bonus, un quarto degli automobilisti che ha dichiarato di voler acquistare un’auto nuova o usata nei prossimi sei mesi non lo avrebbe fatto.

 

Un dato che sale al 30% se si considerano esclusivamente le nuove vetture. Incentivi: il 57% userà i bonus per l’acquisto dell’auto, con il 56% che rottamerà un’auto Euro 0- 4. Quasi 6 italiani su 10 che vogliono acquistare un’auto nuova o usata entro il 2024 hanno indicato l’intenzione di usufruire degli incentivi, soprattutto per comprare una vettura nella fascia di emissioni 61- 135 g/km di CO2 (19% del campione) come le auto a benzina e Diesel meno inquinanti, oltre che mild e full hybrid, o per comprare un’auto usata “green” (18%).

 

Tra chi utilizzerà gli incentivi, quasi 6 su 10  (56%) dichiarano di voler rottamare una vettura Euro 0-4 principalmente Euro 4 (31%), con una media di 12 anni di età. Un dato che va incontro al rinnovo del parco circolante, in favore di veicoli più rispettosi dell’ambiente.  Survey condotta online nel mese di maggio 2024 su un campione di oltre 560 utenti della community di AutoScout24 Italia interessati all’acquisto di un’auto nuova o usata.

Per quanto riguarda i prezzi, la media del budget di spesa previsto si è leggermente abbassato nel corso degli ultimi sei mesi, aggirandosi adesso intorno ai 21.340 euro (29.500 per il nuovo e 18.810 euro per l’usato), mentre a gennaio si pianificava di investire in media sui 25.000 euro.

Foto ufficio stampa AutoScout24

ANACI e Motus-E: ecco la “Guida alle ricariche condominiali e private”

ANACI e Motus-E: ecco la "Guida alle ricariche condominiali e private"

Foto – Francesco Naso, segretario generale di Motus-E

 

Rispondere a tutti gli interrogativi di chi intende dotare la propria casa di un’infrastruttura per la ricarica delle auto elettriche. Nasce con questo obiettivo la “Guida alle ricariche condominiali e private”, frutto dell’esperienza di ANACI, l’associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, e di Motus-E, l’associazione italiana costituita dai principali operatori dei settori automotive ed energia e dal mondo accademico per favorire l’elettrificazione dei trasporti.

 

Il vademecum, lanciato a Roma in occasione degli Electric Days, rappresenta uno strumento utile tanto ai cittadini quanto agli amministratori di condominio. Articolata su più livelli per incontrare le esigenze di privati e addetti ai lavori, la guida affronta il tema delle wallbox e delle colonnine di ricarica condominiali con un grado di approfondimento indispensabile per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, sotto il piano normativo, tecnico e pratico.

 

‘La ricarica domestica è una risorsa utilissima per gli automobilisti elettrici, perché amplifica ulteriormente i vantaggi economici della guida a zero emissioni, riducendo a quasi un terzo i costi di rifornimento rispetto alle alimentazioni tradizionali e azzerandoli potenzialmente nel caso degli 1,4 milioni di impianti fotovoltaici residenziali già installati in Italia”, sottolinea il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, soffermandosi sull’importanza di ”accelerare la messa a terra degli incentivi 2024 per le infrastrutture di ricarica private, per affiancarli al recente successo del nuovo Ecobonus per le auto elettriche, andato esaurito in un solo giorno”.

 

L’auspicio di Naso, inoltre, è che quest’anno le agevolazioni per wallbox e colonnine condominiali ”vengano rese più facilmente accessibili ai cittadini rispetto a quanto avvenuto per le annualità 2022 e 2023”. Il presidente nazionale di ANACI, Francesco Burrelli, sottolinea dal canto suo ”l’importanza della collaborazione con una grande associazione come Motus-E, che è attenta non solo ai problemi commerciali, ma anche a quelli culturali e alla comunicazione corretta ai cittadini”.

 

ANACI continuerà a collaborare con Motus-E per altre iniziative di interesse generale, viste le grandi innovazioni tecnologiche che continuano a investire il mondo – conclude Burrelli – siamo unitamente interessati a iniziative che consentono il risparmio energetico, la riduzione di emissioni nocive nella atmosfera, la sostenibilità e il miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini”.

MG e i dazi anti elettriche cinesi: disappunto, ma i motori ICE restano liberi

MG e i dazi anti elettriche cinesi: disappunto, ma i motori ICE restano liberi

L’ufficio stampa di MG precisa

In risposta all’annuncio della Commissione Europea di voler imporre dazi sulle importazioni di veicoli 100% elettrici (BEV) provenienti dalla Cina, MG Motor Europe ha espresso disappunto per l’entità di tali dazi fino al 38,1%. Tuttavia, è importante sottolineare che l’eventuale conferma del provvedimento NON impatterà in alcun modo gli altri modelli MG, quelli con propulsione a benzina (ICE), HEV e PHEV, né la fornitura delle parti di ricambio. In particolare i modelli ZS, HS/eHS e MG3 mantengono invariati posizionamento e prezzo.

In attesa che la situazione si definisca MG invita tutti i suoi clienti a fare riferimento alla rete degli MG Store con cui condivide tempestivamente tutti gli aggiornamenti disponibili. MG sta vivendo una crescita continua sul mercato dell’UE grazie alla qualità e all’affidabilità dell’ampia gamma di modelli, risultato degli ingenti investimenti di SAIC in ricerca e sviluppo che solo nell’ultimo decennio hanno raggiunto circa 20 miliardi di euro, con oltre 26.000 brevetti registrati, per sviluppare una supply chain dinamica e matura.

MG rappresenta uno dei principali fornitori di veicoli elettrici nell’UE, e svolge un ruolo fondamentale nel rendere la guida elettrica accessibile a tutti e guidare la transizione verso una mobilità sostenibile, che è un elemento chiave per facilitare la trasformazione green e per contrastare il cambiamento climatico. MG auspica che la Commissione Europea valuti attentamente la propria decisione e l’impatto che ne deriverebbe e invita ad avviare un dialogo costruttivo con i partner dell’industria automobilistica mondiale, compresa la Cina, per trovare insieme soluzioni che promuovano la concorrenza leale e lo sviluppo sostenibile.

MG rimane ferma nel suo impegno di fornire soluzioni di mobilità elettrica accessibili e a guidare così la transizione verso un trasporto sostenibile. Infine, MG desidera esprimere la propria gratitudine a tutti i suoi clienti, partner e media che l’hanno sostenuta e le hanno dato fiducia.

Foto ufficio stampa MG

 

Crescono le auto elettriche? Le accise mancanti translate sulle ricariche

Crescono le auto elettriche? Le accise mancanti translate sulle ricariche

Foto – Gianni Murano, presidente di UNEM

 

Un’analisi svolta dal Centro Studi UNEM per valutare la domanda di energia al 2030, vede una riduzione sostanziale di carburanti liquidi impiegati nella mobilità, stimata in circa 5 milioni di tonnellate rispetto a oggi, quale saldo tra la contrazione dei prodotti fossili e lo sviluppo di quelli rinnovabili, e una crescente domanda di energia elettrica trascinata da oltre 4 milioni di auto elettriche pure (BEV) in analogia con le tendenze previste dall’ultimo PNIEC.

 

Se tali tendenze dovessero essere confermate, si avrebbe di conseguenza una riduzione del gettito fiscale derivante dalle sole accise sui carburanti che, sempre al 2030, si può stimare, pur continuando a tassare i carburanti liquidi rinnovabili quanto i fossili, in circa 3,8 miliardi di euro. Un valore che potrebbe superare i 9 miliardi di euro al 2040.

 

Restando al 2030, per compensare tali minori entrate, a meno di aumentare le accise su benzina e gasolio, già tra le più alte di Europa, l’altra via estrema

sarebbe quella di rivedere l’attuale tassazione sulle ricariche destinate alle auto elettriche, con effetti rilevanti sulle tasche dei consumatori.

 

Infatti, se oggi per fare 100 km con un’auto elettrica (BEV) si spende mediamente tra i 5 e i 6,5 euro, al 2030 questa spesa potrebbe quadruplicare considerato che il calo delle entrate fiscali si dovrebbe riproporzionare su circa 4,1 GWh di consumi elettrici legati al trasporto, con un aggravio stimato in circa 0,92 euro/kWh che, sommati ai 0,35 euro/kWh medi attuali, porterebbe il costo di una ricarica a 1,27 euro/kWh.

 

Considerando che una BEV, a seconda del modello, per fare 100 km consuma mediamente tra i 15 e i 19 kWh, per compensare il minor gettito fiscale la spesa per l’utente finale sarebbe infatti compresa tra un minimo di 19 euro e un massimo di oltre 24 euro, appunto quattro volte il costo attuale e il doppio rispetto a quello sostenuto oggi con un’auto ibrida a benzina

 

Un problema noto di cui ha parlato recentemente anche il ministro Giancarlo Giorgetti, che questa analisi può aiutare a inquadrare da un punto di vista economico/finanziario per trovare soluzioni eque che non penalizzino troppo i consumatori.

 

Del resto, se l’Italia è tra i Paesi dove la penetrazione elettrica appare più lenta rispetto al resto d’Europa, è anche quella dove il gettito fiscale garantito dalla mobilità è sicuramente tra i più significativi. Nel primo quadrimestre 2024, si può notare come, a parte il caso della Norvegia in cui la sostituzione del parco autovetture con le BEV è praticamente completa, ci sono profonde differenze a livello europeo. In Nord Europa, ad esempio, si è molto avanti, per quanto ancora lontani dal 50%, mentre nei Paesi dell’Europa Centrale la scelta elettrica stenta ad affermarsi e anzi nel 2024 ha evidenziato una forte flessione soprattutto in Germania dove invece sono aumentate le immatricolazioni di auto a benzina (+7,5%) e anche a gasolio (+9,5%)