Da concessionario ad agente: cambiamenti e opportunità

A destra, Roberto Scarabel,  Amministratore Unico del Gruppo Scarabel e Presidente di AsConAuto

 

In occasione della Fiera Mondo Motori, a Vicenza, il Convegno “Da Concessionario ad Agente” organizzato da Top Dealers Italia, promosso dalla testata infomotori.com e moderato da Beppe Gioia (già responsabile della sede RAI di Venezia) e da Carlo Valente (co-fondatore della testata) apre un confronto di approfondimenti  tra gli operatori  del settore sui  cambiamenti in corso  e sulle  nuove opportunità per gli operatori del settore, a partire dall’usato e dai servizi collegati. Dopo l’apertura del tavolo di confronto  da parte di Michele Crisci, presidente di Unrae,  i Top Dealers presenti hanno dato vita a un serrato dibattito con preziosi contributi sulle mutazioni che stanno rivoluzionando il mercato domestico, oltre a quello globale.

Le  osservazioni  di Roberto Scarabel, partecipante nel doppio ruolo di Amministratore Unico del Gruppo Scarabel e di Presidente di AsConAuto, hanno contribuito al vivace  confronto  tra gli oltre 30 presenti tra imprenditori, Ceo, Ad e General Manager che hanno mostrato di apprezzare  la concretezza dei temi e gli  spunti  illustrati.

Il presidente Scarabel: “I concessionari di oggi sono sopravvissuti alle trasformazioni epocali del business dell’Automotive degli ultimi quindici anni. Ricordiamoci che  le partite  IVA  erano oltre  3.000  mentre ora sono 1.200: gli imprenditori sono diminuiti, ma si sono anche rafforzati perché operano in territori più grandi, rappresentano più marchi, ma soprattutto beneficiano di maggiori sinergie all’interno del nostro progetto che ha come core business il ricambio originale. Essi hanno vissuto gli ultimi  anni attraverso un percorso che è stato terribile, da Leman&Brothers alla crisi del 2013 e, per qualcuno anche il Dieselgate del 2015 è stato uno shock terribile. Inoltre, gli ultimi eventi epocali (dalla pandemia alla guerra della Russia contro l’Ucraina), hanno reso la situazione sempre più complessa e difficile da affrontare. Nel tempo, e negli ultimi anni in particolare, si è così sviluppato il ruolo strategico assunto dal Concessionario nel comparto. Nel futuro è da ritenere che tanti cambiamenti saranno inevitabili nel nostro modo di operare e che alcune tematiche assumeranno uno speciale rilievo nello sviluppo del business dei Concessionari: l’usato (quasi fosse una sorta di paracadute), i servizi e la manutenzione tra gli altri, probabilmente con importanza crescente.  Il dealer diventerà sempre più Brnad del  proprio territorio e consulente di molteplici soluzioni di mobilità”.

Anche una articolazione e diversificazione dell’offerta potrebbero essere elemento di innovazione nella proposta  di servizi assai graditi  alla clientela,  che  sta cambiando rapidamente  comportamenti e richieste. A conforto  della tesi, il presidente Scarabel ha ritenuto di portare il suo stesso esempio di imprenditore nell’offrire,  già dal 2015, anche marchi motociclistici e quadricicli leggeri  alla propria clientela. 

Nel corso della stessa iniziativa è avvenuta la cerimonia per la consegna di 30 attestati TOP DEALERS ITALIA, tra i quali quello assegnato a Roberto Scarabel, presidente AsConAuto e Amministratore Unico del Gruppo Scarabel.

Mercato dell’auto ’22: in Italia chiuderà sotto del 10,5% sul ’21

Paolo Scudieri, Anfia

di Paolo Scudieri, presidente di ANFIA

 

A novembre il mercato auto presenta, come già a ottobre, un incremento a  doppia cifra dei volumi (+14,7%), proseguendo il trend di recupero avviato lo scorso agosto anche beneficiando del confronto con un novembre 2021 in pesante flessione (-24,6%), in piena crisi dei semiconduttori. 

Speriamo che la rimodulazione degli incentivi, disponibile dal 2 novembre scorso, con  l’estensione dell’ecobonus alle società di noleggio possa sostenere le immatricolazioni  di vetture a zero e bassissimo impatto ambientale (BEV e PHEV) nei mesi a venire e ribadiamo l’urgenza di dare attuazione alla misura di incentivazione per le infrastrutture di ricarica private e nei condomini, fattore indispensabile di stimolo al

canale dei privati verso scelte d’acquisto orientate ai veicoli elettrificati.

 

Intanto, sul  fronte delle misure di sostegno alla transizione produttiva della filiera, pochi giorni fa sono state definite dal ministero delle Imprese e del Made in Italy le modalità di  utilizzo delle risorse assegnate ai contratti di sviluppo, volti a promuovere programmi di investimento di grandi dimensioni e di particolare rilevanza strategica e innovativa,  che sicuramente aiuteranno molte imprese ad affrontare la trasformazione in ottica

green.

Infine, entrando nell’ultimo mese del non facile 2022, possiamo ormai  ragionevolmente prevedere che la chiusura del mercato auto italiano si attesterà a fine anno intorno a 1,3 milioni di unità immatricolate, con un ribasso del 10,5% circa  rispetto al 2021.

 

UNEM: pronti a misurare la decarbonizzazione dei trasporti

Foto: Claudio Spinaci, presidente di UNEM

 

Con il pacchetto Fit for 55 l’Unione Europea indica non solo obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di GHG (gas a effetto serra) entro il 2035, ma anche un percorso “obbligato” che decreta la fine dei motori endotermici a esclusivo beneficio della trazione elettrica, escludendo di fatto alternative già disponibili, tra cui i biocarburanti e, più in generale, i low carbon fuels (LCF). Un indirizzo parzialmente rivisto dal Trilogo del 27 ottobre scorso tra Parlamento e Consiglio europeo sul regolamento CO2 per auto e van che, nonostante abbia confermato complessivamente gli indirizzi già assunti, ha previsto la messa a punto di una metodologia LCA e la definizione di procedure per immatricolare veicoli ICE alimentati da fuel climaticamente neutri.

 

Un cambio di prospettiva, seppur parziale, che ricalca le evidenze emerse dal recente studio elaborato da RIE (Ricerche Industriali Energetiche) di Bologna, insieme a UNEM, i cui risultati sono stati illustrati nei giorni scorsi. Lo studio ha analizzato le potenzialità di questi nuovi carburanti, lo stato dell’arte delle tecnologie, le principali caratteristiche tecniche, logistiche ed economiche, i fattori abilitanti, la disponibilità di materie prime per la loro produzione, nonché le possibilità di sviluppo in relazione agli scenari energetici attesi per il 2030.

 

Lo scenario elaborato è alternativo, ma non antitetico a quello adottato da RSE, ma sempre in coerenza con gli obiettivi ambientali del Fit for 55, traguarda un maggior sviluppo dei LCF e una più realistica penetrazione dei veicoli elettrici (3,4 milioni, equamente ripartiti tra BEV e PHEV rispetto agli oltre 7 milioni previsti dallo scenario RSE). Il confronto tra gli scenari rende evidente come l’uso di LCF, in combinazione con la parziale elettrificazione del parco veicoli nel trasporto leggero su strada, risulti altrettanto efficace ed efficiente nella riduzione delle emissioni rispetto all’elettrificazione spinta del comparto.

 

“La tutela ambientale è assolutamente necessaria, ma se a questa non affianchiamo contemporaneamente la sostenibilità economica e sociale, e quindi la sicurezza energetica, i risultati sono quelli che oggi abbiamo davanti ai nostri occhi”, ha sottolineato il presidente di UNEM, Claudio Spinaci. “Lo studio Illustrato – ha aggiunto Gianni Murano, presidente di Esso Italiana e chairman del Gruppo strategico carburanti alternativi ed energie per la mobilità di UNEM – sviluppa uno scenario che, pur traguardando gli obiettivi 2030, presenta un parco circolante più realistico di quelli elaborati nel PNIEC e da RSE. Appare infatti significativo notare come lo scenario RSE preveda 6,2 milioni di autovetture elettriche pure (BEV) al 2030 a fronte di poco meno di 40.000 unità immatricolate nei primi dieci mesi del 2022. Ferme restando queste tendenze, sarebbe quindi necessario che per i prossimi 7 anni l’80% di tutte le nuove immatricolazioni fossero elettriche per arrivare agli obiettivi indicati da RSE”.

 

Un momento di confronto importante che ha visto, inoltre, il lancio di una nuova piattaforma digitale (Car CO2 comparator) in grado di calcolare e confrontare, in tempo reale, le emissioni di GHG delle auto e di diversi tipi di fuel valutandone l’impronta ambientale lungo il suo intero ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment).

 

Nella valutazione dell’impatto ambientale che sono alla base delle tecnologie di trasporto leggero ciò che conta è il valore dell’impronta carbonica complessiva lungo l’intero ciclo di vita delle vetture, non solo allo scarico. Il controllo esclusivo in questa fase, oltre a trascurare un gran numero di altre emissioni climalteranti generate durante la vita del veicolo, risulta infatti parziale in quanto assimila la CO2 riciclata a quella fossile alterando i risultati in termini di effettiva decarbonizzazione dei trasporti.

 

Lo strumento messo a punto dal Concawe è stato realizzato per misurare e confrontare in modo interattivo le emissioni di gas serra nel ciclo di vita delle autovetture in base a diversi parametri: powertrains, fuel utilizzati, profilo di guida, intensità carbonica nella produzione di elettricità o di fuel, condizioni ambientali. I parametri, inseriti nel modello interattivo, modulabili in funzione del confronto scelto, derivano da analisi specifiche e dalla letteratura prevalente in materia.

 

“Il nuovo strumento di calcolo elaborato dal Concawe in collaborazione con IFPEN – ha spiegato il presidente Spinaci – permette di valutare le emissioni sul ciclo di vita (LCA) di diverse combinazioni veicoli-fuels e compararle con la valutazione di quelle solo allo scarico. Ciò che emerge è che con un approccio LCA (ciclo di vita) all’aumentare della quota di componente bio/rinnovabile dei LCF cresce il vantaggio delle HEV e delle PHEV rispetto alle BEV. Risultati sorprendenti che mostrano come, di fatto, è il metodo di calcolo a indirizzare oggi le scelte tecnologiche della Ue e non come dovrebbe essere gli obiettivi ambientali”La piattaforma è accessibile dal nuovo sito di unem all’indirizzo www.unem.it.

 

Sono stati presentati quattro casi mettendo a confronto un’auto elettrica (BEV), una ibrida non ricaricabile (HEV) e una Plug-in ricaricabile (PHEV) con diversi tipi di alimentazione per le HEV e PHEV: 1) gasolio B7 (cioè quello che troviamo oggi sui punti vendita con il 7% di componente bio), 2) biocarburante avanzato derivato da materiali di scarto di origine organica, utilizzabile in purezza (HVO) 3) carburante sintetico derivato dalla combinazione di idrogeno rinnovabile e CO2 (e-fuel); 4) efuel e zero intensità carbonica per produzione di energia elettrica.

 

 

 

 

Transizione all’elettrico e rischi: il senno di poi fa solo arrabbiare

La svolta imposta dalla Commissione Ue verso la mobilità solo elettrica dal 2035, con il contestuale rischio di perdere del tutto l’industria europea dei motori endotermici, continua a incutere timori. Nicolas Peter, direttore finanziario di Bmw Group, in un’intervista al quotidiano finanziario francese “Les Echos”, oltre a sottolineare che “sarebbe un peccato se i produttori europei perdessero la competenza per servire i mercati dei motori a combustione al di fuori del Vecchio continente“, si lamenta anche per le incertezze che pesano sulla scadenza del 2035 per la transizione al tutto elettrico.

 

Peter le manda a dire anche a proposito della normativa sull’Euro 7 appena presentata da Bruxelles, ricordando come, con gli attuali motori Euro 6d, il settore automotive abbia fatto passi da gigante nell’abbattimento delle sostanze nocive.

Lo sfogo del Cfo bavarese – che si aggiunge ad altri – testimonia una volta di più il caos che regna ai piani alti delle Case automobilistiche anche alla luce delle recenti dichiarazioni del commissario Ue al Mercato interno e all’Industria, Thierry Breton. Da una parte, infatti, ipotizza “una clausola di revisione da attivarsi nel 2026 per consentire lo spostamento dello stop ai motori endotermici fissato nel 2035″, mentre dall’altra insiste sull’aspirazione a rendere la transizione un successo, elencando però i non pochi nodi da sciogliere.

 

I cinesi, intanto, ringraziano. Caos, incertezze, lamentele e tardive prese di coscienza in Europa sono, per l’industria automobilistica di Pechino, una manna. La reazione ipotizzabile una volta toccati realmente con mano i problemi (ora siamo solo all’inizio) di questa transizione mal gestita e pilotata da interessi dipinti di “verde”? Semplice, si assisterà al solito patetico scaricabarile. Il senno di poi è inutile. Case automobilistiche, associazioni di categoria e politici pragmatici, invece di assistere passivamente a decisioni prese sulla pelle degli altri, avrebbero dovuto fare la voce grossa prima. 

Addio Katia Bassi: il nostro ricordo di un’ottima manager

È morta Katia Bassi, managing director di Silk-Faw, la joint venture sino-americana della supercar elettriche di lusso. Pavese, 54 anni, è stata stroncata da un male incurabile. Katia ha lavorato  per Ferrari, Lamborghini, Aston Martin, ma anche per brand come Swatch e con esperienze manageriali all’Inter e nell’Nba negli Stati Uniti. Viveva a Modena e da un anno e mezzo era alla guida operativa della società Silk-Faw il cui progetto di insediare e Gavassa, nel Reggiano, un polo produttivo di supercar elettriche, dopo un avvio pieno di speranze, da mesi stava proseguendo all’insegna dell’incertezza. In un’intervista che mi aveva rilasciato lo scorso maggio, e pubblicata su “il Giornale”, Katia si era comunque dichiarata ottimista sul futuro del progetto.

“La nostra – le parole contenute nell’intervista – è una grande iniziativa, uno dei pochi investimenti esteri di rilievo in Italia. Ma i passi vanno fatti secondo le scadenze previste e considerando gli imprevisti. Finora l’agenda è stata rispettata, come il consolidamento della joint venture lo scorso marzo. I 4,5 milioni di finanziamento dell’Emilia Romagna? Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha chiesto giustamente un aggiornamento della situazione. E il contributo sarà erogato a fronte delle certificazioni relative allo stato dell’arte. In questi ultimi 9 mesi sono stati reclutati una settantina di giovani il cui potenziale tecnico, se confrontato con i pari età degli anni ’90 in Ferrari, di cui ho fatto parte, è almeno 5 volte superiore. Sono il seme di quello che verrà“.

Mi ero riproposto di farle una telefonata per sapere se ci fossero novità in proposito visto anche l’articolo uscito su “Quattroruote”, lo scorso 11 ottobre, ma senza virgolettati della manager, dove l’azienda confermava “il pieno impegno per il successo della joint venture”.

La notizia della sua scomparsa ci ha colti di sorpresa. Personalmente ricorderò Katia, oltre che per la sua preparazione, per la gentilezza e la disponibilità. #FORUMAutoMotive vuole ricordarla riproponendo la mia intervista, che per fortuna ho conservato nella memoria del mio smartphone, in occasione della presentazione, a Milano, della joint venture tra americani e cinesi. Era il 4 settembre 2021.

Allo stesso tempo, vi ripropongo l’intervista rilasciata da Katia Bassi a Roberta Pasero. per il giornale.it. E qui la manager parla di sé, della sua vita e dei suoi modelli di vita.. Addio Katia e grazie per l’amicizia.

 

“Io, Katia, tra auto e libri. Ispirandomi a Marie Curie”

di Roberta Pasero

 Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. Lo affermava Marcel Proust. Sarà così anche per Katia Bassi, managing director di Silk Faw, il nuovo brand nato dall’expertise italiano e cinese che si prepara a rivoluzionare il mondo automotive delle hypercar? La sua vita professionale ha avuto tanti capitoli appassionanti, da Ferrari a Nba, da Aston Martin al penultimo in Lamborghini  come chief marketing & communication officer. La sua vita parallela è proprio la lettura. E’ una passione istintiva o c’è chi le ha insegnato ad amare i libri?

“Una passione istintiva. Da piccola abitavo a Locate di Triulzio, alle porte di Milano. Avevo un’ insegnante elementare che amava inculcare a noi bambini l’amore per la lettura iniziando dalle fiabe di Rodari. Un giorno ci consigliò di frequentare la biblioteca del paese. La mia fortuna è stata che la bibliotecaria era laureata in filosofia e amava moltissimo darci consigli di lettura. Ho iniziato così. Per me è stata una rivelazione e da allora non ho mai smesso di leggere”.

 

I libri erano anche i suoi compagni di giochi invisibili?

“Sì. Non ero una bambina iper socievole. Ero figlia unica e preferivo stare da sola. Però molto spesso personalizzavo troppo, mi immedesimavo eccessivamente in quello che leggevo perché come tutti i bambini non avevo molta capacità di discernimento tra realtà e fantasia”.

 

Da piccola chi si credeva di essere?

“I miei genitori mi avevano regalato una versione integrale di Peter Pan di JM Barrie, che non è certo uno dei libri più positivi del mondo. La storia mi aveva influenzato ad un punto tale che mi ero messa in mente di essere stata adottata. Facevo impazzire i miei genitori dicendo: “Io voglio avere le prove di essere figlia vostra, dovete dimostrarmelo”, ma allora non c’erano ancora le ecografie fatte in gravidanza e dunque non sapevano come fare. Così a 7 anni mio padre mi portò nella clinica dove sono nata per mostrarmi l’estratto del mio atto di nascita”.

 

Una storia da romanzo. Le è capitato di immedesimarsi in altri libri a quell’età?

“Partecipavo sempre con molto pathos . Ho letto tutti i classici da Tom Sawyer a Piccole donne, a Cuore. Libri di grande coinvolgimento emotivo, sempre con momenti di riflessione che mi facevano pensare e mi fanno pensare ancora oggi a chi era meno fortunato di me”.

 

Che cosa le ha insegnato leggere?

“Per me cresciuta in un paese di provincia la lettura è stata rivelatrice di mondi alternativi, di creatività dal punto di vista etimologico, ossia di avere la possibilità di creare qualcosa e di avere poi delle ambizioni. E ha continuato ad essere così anche in altre fasi della mia vita”.

 

Leggere per sognare nuove vite e realizzarle. Oggi quali libri sceglie?

“Spazio molto. Alterno saggi legati al mondo del business ai gialli, la letteratura legata all’olocausto ai libri di Pietre Lemaitre. E poi mi affido ai consigli della rubrica letteraria del New York Times”.

 

Ebook o libri di carta?

“Ho abbandonato la carta a favore degli ebook per i romanzi che leggerò una volta soltanto, mentre i saggi li preferisco cartacei”.

 

Quale libro rilegge volentieri?

“Un romanzo che mi aveva molto sorpreso alla prima lettura :TI prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti. A me non piacciono le espressioni scurrili tantomeno i libri che ricorrono a verbalizzazioni aggressive per fare colpo sui lettori. E invece in queste pagine piuttosto forti c’è appropriatezza anche nell’utilizzo di formule un po’ spinte. E poi ha anche una trama a roller coaster, una tecnica molto interessante, per questo di tanto in tanto lo rileggo”.

 

La lettura è di aiuto nel suo lavoro?

“Mi ha sempre alimentato la curiosità, quella che spinge a fare cose per uscire dalla propria confort zone. Come presentarmi per posizioni professionali che non sembravano adatte ad una carriera lineare”.

 

Leggere l’ha aiutata a vivere tante vite professionali, un po’ come capita agli scrittori con i personaggi dei loro romanzi.

“E’ così. Io sono stata fortunata perché ho sempre sperato di spaziare professionalmente e tutto quello che ho avuto in mente ho provato a realizzarlo proprio come molte volte capita nelle pagine dei libri”.

Lei con Silk Faw è protagonista di una grande sfida che prevede la realizzazione in Emilia di un polo produttivo da 1.3 miliardi di euro dove verrà costruita la gamma del brand, a cominciare dalla S9, hypercar ibrida da 1400 CV. A quale libro assomiglia la sua vita di oggi?

“Ho una donna della storia che per me è sempre di grandissima ispirazione, pur non avendo  fatto la scienziata o vinto premi Nobel: è Marie Curie e ancora adesso quando mi lancio in progetti complessi e sfidanti mi riferisco alla sua figura.  Quindi penso alla biografia di Marie Curie, intesa come una vita di sfide che mai avrei immaginato”.

Per molti la lettura è anche un rito, con luoghi e tempi stabiliti. Lo è anche per lei?

“Io leggo la sera perchè mi aiuta a liberare la mente, a mettermi in un’altra dimensione e a non restare concentrata sugli stessi pensieri professionali ventiquattro ore al giorno. E ho i miei tempi. Non vado mai oltre un certo numero di pagine perché mi piace assaporare i contenuti,  godermi il racconto e dire arrivederci ai personaggi che ritroverò la sera dopo”.

 

 

 

Il futuro dei monopattini: a tu per tu con Saverio Galardi (TIER)

di Luca Talotta

Quale sarà il futuro dei monopattini? Una forma di mobilità urbana condivisa, che raggiungerà anche la periferia delle grandi città, pronta a riscrivere anche usi e abitudini degli italiani.

Qui l’intervista con Saverio Galardi, General Manager Italia di TIER.

 

#FORUMAutoMotive: transizione energetica e realtà dei fatti

di Michele Fontana, Safe-Drive

Ancora molte, difficoltose e di urgente soluzione. Le questioni poste sul tavolo dalla mobilità elettrica richiedono risposte pronte e precise, per far sì che gli obiettivi ambientali vadano di pari passo con la tutela del lavoro, senza innescare insidiose ricadute economiche e sociali. E’ quanto emerso nell’ultimo #FORUMAutoMotive, tenuto a Milano e promosso dal giornalista Pierluigi Bonora.

Interventi specifici sono stati dedicati alle numerose startup italiane dell’automotive, al ruolo della Cina tra il nuovo mercato e la capacità produttiva e al contrasto tra la riconversione all’elettrico e l’aumento dei prezzi in campo energetico.

Roma: un amore di città. E di Ferrari

di Roberta Pasero 

Poteva una come me. che ha sempre Roma nel cuore, non fare il test drive di Ferrari Roma? Partenza dall’autodromo di Imola, nel giorno conclusivo dei Mondiali Ferrari, e poi via lungo i colli e le strade panoramiche della linea gotica.

 

Un…. “AMOR” di supercar che in modalità sempre sport risuona nelle vallate autunnali soltanto nei colori, e sprigiona emozioni racchiuse già nel suo nome.

Tonale Plug- In Hybrid: la nuova era di Alfa Romeo

di Gabriele Villa

Dodici settimane per realizzare la nuova Alfa Romeo Tonale Plug-In Hybrid Q4, il primo passo verso la sportività del futuro secondo Alfa Romeo. Totale libertà di movimento:l’elettrico per l’uso quotidiano, emissioni di CO2 fino a 26g/km, per accedere nei centri cittadini senza alcuna limitazione; oltre 80 km di autonomia in full electric per la massima mobilità quotidiana. Più di 600 km di autonomia complessiva per affrontare lunghi tragitti extraurbani.

 

Jean-Philippe Imparato, ad di Alfa Romeo in Stellantis, è giustamente orgoglioso nel presentare la nuova creatura del Biscione, anzi la prima con l’ElettroBiscione nel Proving Ground di Balocco, nel Vercellese. “Tonale Plug-In Q4 – sottolinea il manager italo-francese – rappresenta una pietra miliare del processo “from zero to zero”: nel panorama automotive globale, Alfa Romeo sarà il marchio più rapido nella transizione da zero vetture elettrificate, a inizio 2022, a un’intera gamma a emissioni zero, nel 2027″.

 

 

Noleggio, scenario e ruolo delle associazioni: parola a Ghinolfi (SiFA’)

di Pierluigi Bonora

 

Fondatore e amministratore delegato di SiFA’, società controllata da BPER che opera nel noleggio di veicoli ad aziende e professionisti, Paolo Ghinolfi parla delle sue aspettative per il 2022 e il 2023 e del possibile impatto che gli incentivi, in vigore da inizio novembre, avranno sul business del settore. 

 

Tra gli altri temi toccati, i prezzi in rialzo per le vetture nuove e usate, l’attacco cinese all’Europa, i problemi derivati dalla mancanza di chip e materie prime, l’iniziativa di SiFA’ battezzata “Circular mobility” e, ricordando il periodo della sua presidenza di ANIASA, cosa Ghinolfi pensa dell’azione svolta dalle associazioni di categoria in un momento di forte difficoltà e incertezza per l’intero comparto.