Il caso Alfa Romeo: personalmente avrei tenuto “Milano”

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

In questo periodo è successo di tutto, a partire dal colpo di scena sul nuovo crossover di Alfa Romeo. Battezzato “Milano”, in onore della città meneghina da dove ha avuto origine il mito del Biscione, il modello, giorni dopo il lancio, è stato ribattezzato “Junior” a seguito di polemiche soprattutto politiche. In pratica, perché chiamare “Milano” un’Alfa Romeo che viene prodotta in Polonia? Una sorta di offesa al “made in Italy” e alle sue eccellenze automobilistiche. Sarebbe come spacciare – come avviene – per Parmigiano Reggiano il “clone” Parmesan commercializzato all’estero con l’intenzione di confondere le idee del consumatore.

 

Presentato in mondovisione, con la diretta online, e in pompa magna alla sede ACI di Milano, al cospetto del presidente dello stesso ACI Milano, Geronimo La Russa; del sindaco Beppe Sala; dell’ad di Stellantis, Carlos Tavares; con il capo di Alfa Romeo, Jean-Philippe Imparato, a fare gli onori di casa, il crossover con la denominazione “Milano” è comunque rimasto in bella mostra sulla cartellonistica ben visibile nelle vie centrali della metropoli.

 

È stato ribattezzato “Junior”, ma quello che più conta sono il modello e i suoi contenuti. E il nuovo nome diventa un dettaglio. A dire il vero, che si chiamasse “Milano” il nuovo modello di Alfa Romeo era noto a tutti da metà dicembre, come anche che sarebbe stato prodotto in Polonia, nell’ex fabbrica Fca di Tychy. E nessuno aveva detto niente fino a pochi giorni prima e in concomitanza del lancio ufficiale.

 

Quindi si è scatenato l’inferno, con un’ondata di polemiche sempre più aspre parallelamente al progressivo crescere delle tensioni tra Stellantis e il Governo italiano a causa del modo con cui l’ad Tavares gestisce il sistema produttivo del Paese e l’assenza di una visione chiara sui futuri modelli da destinare alle fabbriche.

 

Eppure, che la baby Alfa Romeo, insieme alla baby Jeep Avenger, dovessero nascere in Polonia, se la memoria non mi inganna, era già stato deciso ai tempi della FCA. Decisione poi confermata anche dal management di Stellantis una bontà conclusa la fusione FCA-PSA. Tornando al cambio del nome, personalmente ritengo sbagliata la mossa di Stellantis. Io avrei mantenuto il nome Milano, lasciando perdere polemiche e critiche che, come accade sempre, nel giro di un paio di settimane sarebbero cadute nel dimenticatoio.

 

Una Alfa Romeo targata Milano avrebbe portato in giro per il mondo il blasone della metropoli, capitale della moda, del design, dell’economia e dell’innovazione. “Junior”? Mi ricorda la mitica GT 1300 Junior di quando ero ragazzo. Tutta diversa come caratteristiche rispetto al modello al quale è stato abbinato questo storico nome.

 

E poi, diciamo la verità, e allargando il discorso anche agli altri marchi, le auto di nuova generazione si assomigliano, per varie ragioni, in po’ tutte e mantenere i legami con le origini è un’operazione sempre più complessa. Il passato, con i suoi capolavori, che non torna più, e che personalmente, mi manca tantissimo.

Verso le elezioni UE: occorre un approccio fondato sulla neutralità tecnologica

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

A marzo 2024, il mercato europeo dell’auto registra la prima flessione da inizio  anno, seppure contenuta (-2,8%), complice la concomitanza con le Festività Pasquali che, in alcuni dei maggiori mercati, ha determinato un numero inferiore di giorni lavorativi nel mese, incidendo negativamente sulle vendite. Nel terzo mese dell’anno, tra i cinque i major market (incluso UK), solo il Regno Unito  mantiene una variazione positiva (+10,4%), mentre registrano una flessione la Germania  (-6,2%), la Spagna (-4,7%), l’Italia (-3,7%) e la Francia (-1,5%).

A marzo, la quota di penetrazione delle vetture elettriche pure (BEV), pari al 14,2%, supera nuovamente la quota delle vetture Diesel (10,1%), come nel mese precedente. In  Italia, invece, l’immatricolato Diesel pesa per il 15,1% delle vendite nel mese, contro l’appena 3,3% delle BEV (al 2,1% a gennaio 2024 e al 3,4% a febbraio). A questo  proposito, essendo stato finalmente pubblicato il decreto attuativo relativo al nuovo  piano di incentivi all’acquisto di auto green (ecobonus), speriamo che la misura possa diventare al più presto operativa così da indirizzare gradualmente i consumatori verso i  veicoli a basse emissioni locali.

Sul fronte della transizione ecologica a livello UE, resta importante sensibilizzare i  politici in corsa per le elezioni europee di giugno sulla necessità di un approccio fondato sulla neutralità tecnologica, che comprenda tutti i vettori energetici decarbonizzati, quali energia elettrica rinnovabile, e-fuels e biocarburanti”.

 

Idrogeno: l’Italia deve diventare un grande produttore

UNRAE e Federauto a Pichetto: no "Eco-score" nei prossimi incentivi

di Gilberto Pichetto Fratin , ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica
(dal forum “Sole 24 Ore” su idrogeno e nuove frontiere energia)

Nel Pnrr abbiamo investito 3,6 miliardi di euro sull’idrogeno, che vanno in parallelo con migliaia di interventi in vari ambiti. Direi di no ora all’ipotesi di allungare la scadenza del Pnrr, perché ogni volta che si ampliano i tempi poi ci si rilassa. I tempi ci sono e dobbiamo imparare come Paese a viaggiare in modo più veloce. Quanto al Tavolo per la definizione della strategia nazionale su idrogeno, deve dare il percorso della strategia sullo sviluppo nazionale e qui penso che avremo risultati entro l’estate. Infine è quasi pronto lo schema di decreto sugli incentivi economici per la produzione dell’idrogeno a basso costo. Sarei soddisfatto se l’Unione europea lo approvasse entro la fine dell’anno

 

La strategia nazionale dell’Italia riguarda lo sviluppo delle varie forme di produzione di idrogeno, dall’idrogeno blu all’idrogeno verde. Dobbiamo attrezzare il sistema delle imprese, soprattutto quello dei settori “hard to abate”. Dobbiamo creare le condizioni affinché nei prossimi 20 anni l’Italia diventi un grande produttore, che faccia stare in piedi le nostre imprese e ci veda come un ponte importante verso il resto dell’Europa. Entro l’estate avremo la strategia.

La questione idrogeno è una questione di integrazione prezzo, serve  il giusto equilibrio perché funzioni. Dobbiamo avere il coraggio di  adottare in progress, sullo schema siamo in dirittura di arrivo e  dobbiamo mandarlo alla UE.

BYD SEAL U: cresce la gamma cinese in Italia

BYD SEAL U: cresce la gamma cinese in Italia

di Luca Talotta

Anteprima nazionale italiana per la nuova BYD Seal U, il nuovo Suv urbano dell’azienda cinese che ha messo in mostra la sua nuova vettura presso lo showroom BYD di Autotorino presente in piazza Duomo a Milano. Si tratta di un’aggiunta recente alla gamma di veicoli elettrici di BYD, nota per il suo design spazioso e attento all’ambiente. La BYD Seal U fa parte della Serie Ocean e si distingue per il suo estetico frontale a forma di X e i fari a forma di U. È progettata per essere orientata alla famiglia e confortevole, offrendo interni di qualità con rivestimenti in pelle vegana e funzionalità tecnologiche avanzate come un ampio touchscreen digitale e un tetto panoramico scorrevole elettrico.

La Seal U è alimentata dalla tecnologia proprietaria di batterie Blade di BYD, che pone l’accento sulla sicurezza e l’efficienza, ed è disponibile in diverse versioni per soddisfare esigenze diverse. Il veicolo è dotato di un potente motore elettrico, offrendo un’esperienza di guida confortevole e silenziosa, e supporta le capacità di ricarica rapida.

Con la U che sta per “Utility”, la SEAL U è un chiaro esempio dell’impegno di BYD nel combinare estetica accattivante con funzionalità avanzate. Questo SUV di segmento D è progettato per superare le aspettative delle famiglie moderne in termini di spazio, comfort e tecnologia. Il design della SEAL U si allinea con il linguaggio stilistico della già nota SEAL sedan, ma si distingue per caratteristiche uniche che rispondono alle esigenze di una clientela diversificata.

BYD non ha trascurato nessun dettaglio nel configurare le due varianti della SEAL U. La versione Comfort, con una batteria da 71,8 kWh, promette un’autonomia di 420 km, mentre la versione Design, con una batteria più grande da 87,0 kWh, estende l’autonomia fino a 500 km. Questo rende il veicolo ideale sia per il traffico urbano quotidiano sia per viaggi più lunghi, senza il timore di rimanere a corto di energia.

Incentivi: è urgente la pubblicazione del DPCM

Urgenze UE: fiscalità, agevolazioni strutturali, infrastrutture di ricarica e costo dell’energia

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

Considerata la paralisi che si è generata sul mercato delle auto BEV e PHEV, L’UNRAE ribadisce l’urgenza della pubblicazione del DPCM in “Gazzetta Ufficiale”, che a causa di ulteriori passaggi “burocratici” potrebbe slittare a maggio. In tema di incentivi riteniamo indispensabile per lo sviluppo della  mobilità a zero emissioni che il tetto di prezzo per le auto 0-20 g/km venga eliminato o  quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/km. Attualmente, infatti, sono esclusi  gran parte dei modelli disponibili sul mercato, tra i quali la maggioranza di quelli che possono usufruire di ricarica super-veloce, e sono penalizzate le aziende, che tendono ad acquistare  vetture di segmento superiore.
Inoltre, per favorire la transizione, ribadiamo la necessità di  intervenire sul regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, che penalizza tutte le  imprese Italiane nel confronto con gli altri Major Markets europei. Auspichiamo che tale  revisione venga realizzata attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, al fine di rilanciare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il contributo che le stesse, con il veloce ricambio dei veicoli aziendali, possono fornire per accelerare il rinnovo del parco circolante.

In ambito europeo, lo scorso 12 aprile il Consiglio Europeo ha adottato il Regolamento Euro  7 che stabilisce limiti per le emissioni dei veicoli stradali. L’UNRAE, prendendo atto dell’adozione di tali norme, concorda con la decisione di prolungare i tempi di  introduzione dei nuovi limiti, una scelta pragmatica che rende la norma più compatibile anche  con gli investimenti e le tempistiche di introduzione del Fit for 55.

Vespa Days 2024: trionfo mondiale per i 14 anni dello scooter

Vespa Days 2024: trionfo mondiale per i 14 anni dello scooter

Si sono chiusi domenica 21 aprile a Pontedera, in provincia di Pisa, i Vespa World Days 2024. In occasione dei festeggiamenti per i 140 anni dalla fondazione di Piaggio, la città dove Vespa è nata e dove viene ininterrottamente prodotta dal 1946, ha ospitato per la prima volta l’annuale raduno dei Vespa Club di tutto il mondo, ed è stata un’edizione da record.

A partire dal numero dei Vespisti accorsi, stimati in più di trentamila. Sono state ventimila le Vespa arrivate da tutti i paesi d’Europa, con in testa le foltissime e tradizionali rappresentanze da GermaniaFranciaRegno UnitoSpagnaAustria e Svizzera ma anche da altri continenti. Si sono fatti notare Vespisti da AustraliaHong KongMessicoArgentinaFilippineStati UnitiCanadaColombia, per un totale di 55 Vespa Club nazionali ufficialmente rappresentati.

La grande Vespa Parade del sabato ha battuto ogni primato precedente con almeno 15mila Vespa che, partendo da Pontedera, hanno sfilato per le colline della Valdera. Un serpentone colorato lungo oltre 16 chilometri nel quale era rappresentata tutta la storia di Vespa, dalle prime e rare 98 cc fino alle modernissime GTS e Primavera.

L’evento si è chiuso con le premiazioni, con protagonisti i Vespisti partecipanti al Concorso di Eleganza, e i Vespa Club che hanno preso parte al Vespa Trophy, il trofeo turistico nel quale i Club sono chiamati a testimoniare con foto e timbri speciali sul proprio Travel Book le tappe nel loro viaggio verso Pontedera.

Durante i giorni di festa il Museo Piaggio è stato letteralmente preso d’assalto con migliaia di visitatori ogni giorno, così come è successo ai tour guidati alla fabbrica di Vespa.

E già si pensa all’edizione del prossimo anno. L’assemblea del Vespa World Club ha approvato la proposta del Vespa Club di Spagna e i Vespa World Days 2025 saranno ospitati dalla città di Gijón, nelle Asturie, nello splendido scenario della costa atlantica.

Foto da ufficio stampa Piaggio